Teramo. La UGL Salute Teramo torna a intervenire sulla vicenda dell’ex Palazzo della Sanità, ferma da mesi, con ricadute negative per Arpa Abruzzo, per i suoi lavoratori e per l’intera collettività. Venerdì scorso la Commissione consiliare “Urbanistica e pianificazione” ha discusso l’iter amministrativo per la demolizione dell’edificio.
Nel corso della seduta è emersa la necessità di riavviare il confronto con tutti i soggetti interessati e l’Assessore competente ha assicurato che la questione approderà quanto prima in Consiglio comunale. «Ci auguriamo che sia finalmente la volta buona – afferma il sindacato –. Dalla delibera di Giunta del giugno 2025, infatti, l’Amministrazione comunale non ha adottato alcun atto che consenta di avviare concretamente la delocalizzazione della nuova sede Arpa.» Nel frattempo, da circa un anno e mezzo, l’Agenzia versa a un privato circa 205 mila euro l’anno per l’affitto della sede provvisoria di Sant’Atto, dove sono stati trasferiti uffici e laboratori.
Risorse pubbliche che pesano sul bilancio dell’Ente e vengono sottratte a priorità come le assunzioni di personale e gli acquisti. Fin dall’inizio la UGL Salute si è dichiarata favorevole all’ipotesi della delocalizzazione a Campo Boario e continua a ritenerla percorribile, purché ne sussistano ancora i presupposti tecnici, amministrativi ed economici senza nuovi oneri per Arpa.
In caso contrario, va perseguita la ricostruzione nella sede originaria di Piazza Martiri Pennesi, dove oggi l’ex Palazzo della Sanità è l’ennesimo immobile inutilizzato in un centro storico già progressivamente impoverito di presenze istituzionali. «Arpa Abruzzo e i suoi lavoratori non possono restare ostaggio dell’immobilismo amministrativo» prosegue la UGL Salute, che rinnova l’appello ad Arpa, Provincia e Comune perché l’iter di demolizione e ricostruzione venga sbloccato senza ulteriori rinvii. Il sindacato chiede inoltre l’istituzione di un tavolo istituzionale permanente, per giungere a una soluzione condivisa con impegni precisi e tempi certi. Resta un interrogativo: a chi giova il protrarsi di questa situazione? «Di fronte a ritardi così prolungati e a una spesa che continua a gravare sui conti pubblici – conclude la UGL Salute – è legittimo chiedere che ogni scelta risponda esclusivamente all’interesse collettivo, nella massima trasparenza e senza condizionamenti di natura privata. Se esistono interessi particolari che rischiano di prevalere su quelli pubblici, si faccia piena chiarezza. Continueremo a vigilare a tutela dei lavoratori, del buon funzionamento dell’Agenzia e delle risorse pubbliche.»



