L’Aquila. La protesta degli autotrasportatori comincia a produrre conseguenze concrete anche in Abruzzo, dove le difficoltà nella circolazione delle merci rischiano di compromettere la regolarità dei rifornimenti nei supermercati. E arrivano i primi avvisi rivolti direttamente ai consumatori: alcuni prodotti potrebbero temporaneamente non essere disponibili sugli scaffali.
È il segnale di una situazione che, dopo aver interessato diverse regioni del Mezzogiorno, coinvolge anche il sistema distributivo abruzzese. I blocchi e i rallentamenti dei mezzi pesanti, legati alla mobilitazione contro il caro carburanti, stanno creando difficoltà a una filiera che dipende dalla puntualità delle consegne.
La situazione è particolarmente delicata per i prodotti freschi e deperibili, che richiedono rifornimenti frequenti. Frutta, verdura, latticini e altri generi alimentari sono tra le categorie maggiormente esposte alle conseguenze di eventuali interruzioni prolungate dei trasporti.
Secondo il monitoraggio nazionale di Confesercenti, quattro attività alimentari su dieci tra quelle interpellate nel Mezzogiorno segnalano difficoltà di approvvigionamento. Le criticità interessano soprattutto i prodotti freschissimi, mentre emergono anche le prime tensioni sui prezzi.
In Abruzzo le ripercussioni non riguardano soltanto il commercio. La protesta ha già inciso sull’attività industriale, con il fermo produttivo registrato nello stabilimento Stellantis di Atessa a causa della mancata consegna di componenti.
Anche il comparto agricolo segue con preoccupazione l’evoluzione della mobilitazione. Nel Fucino, uno dei principali poli orticoli italiani, i problemi nella movimentazione delle merci rischiano di compromettere le spedizioni verso i mercati e la grande distribuzione.
Per i consumatori abruzzesi il problema potrebbe tradursi in una disponibilità irregolare di determinati articoli, senza che questo significhi un’interruzione generalizzata delle forniture alimentari.
Gli avvisi comparsi nei punti vendita rappresentano dunque un segnale da non sottovalutare, ma non giustificano una corsa agli acquisti. La situazione resta legata soprattutto alla durata delle proteste e alla possibilità di ripristinare la normale circolazione dei mezzi pesanti.
L’attenzione è ora concentrata sull’evoluzione della vertenza e sui tempi necessari per riportare alla normalità una rete distributiva dalla quale dipendono supermercati, negozi, imprese e famiglie.



