L’Aquila. Dalla Libia a Lampedusa per un costo di 3.500 euro a persona. Con l’accusa di immigrazione clandestina, lo scafista egiziano, un giovane senza fissa dimora ed ex ospite di un Centro di accoglienza straordinaria (Cas) della provincia dell’Aquila, è stato rintracciato e condotto nella locale casa circondariale.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica dell’Aquila e condotta dalla sezione Criminalità organizzata della Squadra Mobile diretta dal vice questore Roberta Cicchetti, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di altri due soggetti, ritenuti parte della stessa organizzazione criminale transnazionale con compiti specifici (la gestione del telefono satellitare e il rifornimento di carburante).
Secondo quanto ricostruito, la barca sarebbe approdata a Lampedusa il 20 maggio 2025. Per il viaggio, secondo l’ipotesi accusatoria, ogni migrante avrebbe dovuto versare circa 3.500 euro.
Al presunto scafista viene inoltre contestata l’aggravante di aver agito nell’ambito di un gruppo criminale organizzato operante in più Stati, con base in Libia e specializzato nella gestione di centri di raccolta e nell’organizzazione delle traversate verso l’Italia dietro il pagamento di ingenti somme di denaro.
Determinante per la svolta investigativa è stata la testimonianza di uno dei migranti, il quale ha raccontato gli abusi e le violenze subite: l’uomo è stato brutalmente picchiato ed è rimasto prigioniero per undici mesi in Libia prima di poter saldare l’intera somma del viaggio. Gli investigatori hanno inoltre acquisito due video chiave: uno che documenta il pestaggio subito dal testimone e l’altro che riprende le fasi della traversata, mostrando il 27enne alla guida dell’imbarcazione.
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, espresso il proprio apprezzamento per l’operazione condotta dalle forze dell’ordine:
«Desidero rivolgere il mio ringraziamento al Questore della provincia dell’Aquila, Fabrizio Mancini, e al personale della sezione criminalità organizzata della Squadra Mobile, diretta da Roberta Cicchetti, che, con professionalità e determinazione, ha condotto la delicata operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha portato all’arresto di uno scafista, di nazionalità egiziana, accusato di aver trasportato illegalmente di migranti dalla Libia dietro il pagamento di somme cospicue di denaro. L’uomo, attualmente senza fissa dimora, nel 2025, era stato ospite di un centro di accoglienza della nostra provincia, in qualità di richiedente protezione internazionale. Il lavoro delle forze dell’ordine conferma l’importanza di un presidio costante del territorio e della collaborazione tra le istituzioni».
Il primo cittadino si è poi soffermato sulla gravità dei fatti e sulle implicazioni politiche legate alla gestione dei flussi migratori:
«La vicenda è particolarmente grave, parliamo infatti di un uomo accusato di aver messo a rischio la vita di decine di persone. È una vicenda che richiama l’attenzione sulle conseguenze di politiche immigrazioniste portate avanti negli anni precedenti, che non sono riuscite a governare efficacemente i flussi e a garantire controlli sufficienti. In questo senso, l’attuale governo ha impresso un cambio di indirizzo, ponendo il contrasto all’immigrazione illegale e alle organizzazioni criminali che lucrano sulla disperazione delle persone tra le priorità dell’azione politica.»
«È una linea che va portata avanti con determinazione, rafforzando la cooperazione internazionale e gli strumenti di prevenzione e controllo – conclude Biondi – Accoglienza e legalità non sono in contraddizione: proprio per tutelare chi ha davvero diritto alla protezione e per garantire la sicurezza delle nostre comunità è necessario distinguere tra chi fugge da situazioni di pericolo e chi, invece, è coinvolto in attività criminali. Su questo non possono esserci ambiguità. L’operazione condotta all’Aquila dalla Polizia di Stato dimostra quanto siano fondamentali la competenza delle nostre forze dell’ordine e la capacità di fare rete tra istituzioni. A loro va il nostro ringraziamento e il pieno sostegno»,



