Orsogna. Continuano i disagi per colpa dell’escherichia coli ad Orsogna, non senza proteste e lamentele della cittadinanza. Ora spunta anche l’enterococco, ma in bassa quantità, per il momento. I valori, rilevati nei giorni scorsi dalle agenzie di controllo del territorio, avevano dimostrato la presenza di batteri, tramite un prelievo dal «fontanino in Piazza Mazzini», riferisce il primo cittadino Andrea Marinucci. Sasi consiglia, nell’attesa, «di bollire l’acqua per un minuto» per sterilizzarla.
La dinamica
I prelievi, tendenzialmente bimestrali, erano stati compiuti nel corso dei controlli routinari fatti dall’Azienda sanitaria locale. Mercoledì era stato rilevato un superamento minimale di escherichia coli, accompagnato dalla presenza di (almeno) un enterococco. Il campione, infatti, conteneva 1 mpn/100 ml (“most probable number” per cento millilitri, unità di misura per approssimazione) per ambo i batteri. Un numero esiguo, ma comunque al di sopra delle soglie consentite per legge e che poteva, anzi, replicarsi e crescere se non fosse stato monitorato.
Il distretto di Pescara dell’Arpa ─ l’Agenzia regionale per la protezione ambientale ─ aveva conseguentemente allertato il Servizio di igiene alimentare e della nutrizione dell’Asl 2 Chieti Lanciano Vasto, che a sua volta aveva comunicato al sindaco Andrea Marinucci i valori sopra soglia nel tardo pomeriggio, portando all’ordinanza.
Nel frattempo, la Sasi Spa sta perlustrando la rete in cerca di eventuali rotture o reflussi che possano aver contaminato l’acqua portando all’attuale divieto, il quale potrebbe rientrare nei prossimi giorni dopo i controlli incrociati con Arpa e Asl. In caso i valori scendano a zero, verrà revocato il divieto. In caso contrario, invece, i cittadini potrebbero dover attendere almeno fino a martedì.
La protesta
I cittadini di Orsogna non hanno atteso per contestare l’azione dell’azienda, già colpevole secondo molti per le interruzioni notturne del servizio idrico e per le bollette sempre più pesanti. L’ira dei cittadini si è rivolta soprattutto contro la poca chiarezza e tempestività del servizio, che avrebbe tralasciato di comunicare la contaminazione. E in effetti né sui social né sulle comunicazioni ufficiali è presente una nota che dichiari quali comportamenti seguire per evitare di contrarre patologie.
«Una vergogna!» scrive una cittadina sui social, rispondendo all’ordinanza «Adesso basta. Cominciate a sistemare i danni, fare manutenzione seriamente, perché sinceramente pagare un servizio che non funziona è davvero vergognoso… Questa è una cosa seria, sono davvero inorridita! Bisogna prendere immediatamente provvedimenti». Qualche orsognese, frustrato dal silenzio, ha anche chiesto spiegazioni: «ma qualche responsabile della Sasi ci può dire da quanti giorni è stato fatto il prelievo per le analisi?». Altri, invece, «qualche giorno fa sono andato a prendere 16 litri di acqua naturale per berla e preparare il caffè e adesso ci dicono che quell’acqua era contaminata!?!» denuncia un residente. «Noi cittadini abbiamo il diritto di sapere da quando esiste questo problema e con quale frequenza viene effettuato il controllo».
Qualche indicazione, ieri sera, era stata data dall’Istituto Comprensivo Nicola Nicolini di Orsogna-Tollo, che si era prodigato d’informare con un post su Facebook alcune essenziali informazioni per il parentado ed il corpo studentesco. Con una pervicace ironia, anche questa volta è l’istruzione a porre rimedio ai problemi del servizio pubblico.




