L’Aquila. “Senza reddito non c’è agricoltura. E senza agricoltura non c’è cibo, né presidio del territorio”. È la sfida che Coldiretti Abruzzo lancia dalla piazza Duomo dell’Aquila al termine dei tre giorni del Villaggio Coldiretti, che, nonostante il tempo non proprio favorevole, hanno trasformato il cuore della città in una rappresentazione concreta e “plastica” dell’agricoltura abruzzese.
Un’agricoltura da vedere, conoscere e assaggiare: le fattorie didattiche hanno portato bambini e famiglie a contatto con il mondo rurale; i workshop e i seminari hanno raccontato tecniche, produzioni e mestieri ma anche le problematiche dell’agroalimentare; nelle teche del gusto – dall’oleoteca alla vinoteca – i visitatori hanno potuto conoscere e degustare le produzioni del territorio. E il Mercato di Campagna Amica, con 40 produttori, ha portato direttamente in piazza il rapporto tra chi produce e chi acquista.
Una fotografia concreta di un settore che non è soltanto produzione di alimenti, ma lavoro, economia, cultura, paesaggio e comunità. Da qui la sfida lanciata da Coldiretti: agli agricoltori viene chiesto contemporaneamente di produrre cibo di qualità, garantire sicurezza alimentare, affrontare gli effetti del cambiamento climatico, custodire il territorio e investire in innovazione. Ma perché tutto questo sia possibile, l’impresa agricola deve poter vivere del proprio lavoro.
“Non possiamo chiedere agli agricoltori di garantire cibo, sicurezza alimentare e presidio del territorio se non garantiamo loro le condizioni economiche per continuare a produrre – sottolinea il presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli – Il Villaggio ha dimostrato che intorno all’agricoltura c’è attenzione e partecipazione, ma ora dobbiamo trasformare questa attenzione in una consapevolezza precisa: il cibo ha un valore e quel valore deve riconoscere anche il lavoro di chi lo produce. Difendere il reddito agricolo significa difendere la possibilità stessa di continuare a produrre in Abruzzo”.
“Abbiamo costruito una piazza nella piazza – aggiunge il direttore regionale di Coldiretti Abruzzo, Marino Pilati – dove l’agricoltura ha potuto raccontarsi direttamente ai cittadini. Le fattorie, le degustazioni, il mercato, i laboratori e gli incontri hanno mostrato tutte le facce di un settore che spesso il consumatore vede soltanto quando il prodotto arriva sullo scaffale. Ma il messaggio che portiamo a casa va oltre i tre giorni dell’evento: l’agricoltura è lavoro, economia, alimentazione, paesaggio, presidio delle aree interne e identità delle comunità. Se vogliamo che tutto questo continui, dobbiamo mettere le imprese nelle condizioni di restare sui territori e di programmare il futuro”.
Un filo conduttore che ha attraversato l’intero programma: dal rapporto cibo-salute affrontato nell’inaugurazione alla difesa del Made in Italy e alla lotta alle agromafie, dall’emergenza acqua agli effetti del clima sulle produzioni, dalle filiere orticole alla zootecnia, fino all’innovazione e ai giovani imprenditori protagonisti degli Oscar Green Abruzzo 2026 e del Premio Aristeo. Oggi, nella giornata conclusiva, due eventi simbolici: la Santa Messa nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio celebrata questa mattina dall’arcivescovo Monsignor Antonio D’Angelo per ricordare la propria identità fondativa profondmente legata alla dottrina sociale della Chiesa e la caseificazione (prevista oggi pomeriggio alle 15) per mostrare concretamente il percorso che porta dal lavoro agricolo al cibo, rendendo visibile ciò che normalmente resta dietro il prodotto acquistato dal consumatore.
La partecipazione al Villaggio si inserisce inoltre in un territorio dalla forte crescita turistica: nel 2025 la provincia dell’Aquila ha registrato 1.316.146 visitatori, con un incremento del 32,13% rispetto all’anno precedente, secondo i dati della Regione Abruzzo. Dalla Capitale italiana della Cultura 2026 parte così una richiesta che riguarda tutto l’Abruzzo: fare del reddito agricolo una priorità, perché la capacità di produrre cibo, custodire il territorio e tramandare una cultura non può essere separata dalla sostenibilità economica delle imprese che ogni giorno la rendono possibile.



