Ortona. Dopo il grande clamore delle settimane scorse, lo scontro sul convegno “nero” d’Ortona sfocia in contromanifestazione. Le serrate comunicazioni fra Anpi, Di Nardo, questore e prefetto non hanno portato l’insperata revoca della sala Eden alla rassegna “Da Fiume al dissenso”.
«Nonostante le repliche negative del sindaco Di Nardo, ci aspettavamo almeno una risposta da questore e prefetto, soprattutto quando si tratta di una pec, ma così hanno deciso D’Agostino e Marseglia». Un silenzio che non ha, però, fermato l’Anpi dal convocare ─ come promesso sia prima che durante la conferenza stampa dei giorni scorsi ─ la manifestazione antifascista che farà da contraltare alla rassegna “nera” del Centro studi e ricerca Cittadella.
È, quindi, per sabato 26 settembre alle 10 l’appuntamento della sinistra e delle forze democratiche e antifasciste che attende il nulla osta delle autorità per l’organizzazione del corteo cittadino.
Già compatto è il fronte del centrosinistra, che ha aderito in blocco. Alleanza Verdi e Sinistra, sulla scia del momento, ha rimarcato le motivazioni politiche della partecipazione: «nel solco dell’insegnamento del presidente partigiano Sandro Pertini» scrive Raffaele Gerone, segretario di Avs Ortona, «difendere il diritto di ciascuno a esprimere liberamente il proprio pensiero non significa rinunciare a contrastare, con gli strumenti della democrazia, le idee autoritarie e ogni forma di nostalgia verso regimi che hanno negato la libertà e il pluralismo».
La protesta vedrà fra gli interventi quello di Paolo Lambertini, presidente dell’Associazione “Familiari e Vittime della Strage del 2 Agosto ’80” (ossia, della Strage di Bologna, oggetto di un convegno di Luca Tadolini sul suo libro “Bologna: la pista israeliana”, considerato da molti un testo revisionista).



