L’AQUILA. Una carriola in acciaio alta quasi tre metri, condotta dallo stesso Ai Weiwei. È l’immagine scelta dal celebre artista e attivista cinese per raccontare la fatica, la memoria e la straordinaria rinascita del capoluogo abruzzese. È stata inaugurata oggi pomeriggio, venerdì 18 settembre 2026, presso il Palazzo dell’Emiciclo di L’Aquila, l’opera “Figure and wheelbarrow for L’Aquila”, un lavoro site-specific ideato e realizzato appositamente per la città.
L’iniziativa si inserisce nel prestigioso percorso di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e rappresenta un’eredità permanente destinata a rimanere nel tessuto urbano per gli anni a venire. Il progetto è curato da Giacinto Di Pietrantonio ed è promosso e sostenuto da una fitta rete di enti istituzionali e territoriali: la Fondazione Carispaq, la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, il Consiglio Regionale d’Abruzzo, il Comune dell’Aquila, il Comitato di coordinamento L’Aquila Capitale della Cultura 2026 e l’ANCE L’Aquila, con il supporto della Galleria Continua e dell’Associazione MU6.
La genesi dell’opera affonda le radici nel luglio del 2025, quando Ai Weiwei, durante un sopralluogo nel centro storico aquilano, ha osservato da vicino i monumenti e i cantieri della ricostruzione post-sisma. Da quell’esperienza è emersa una profonda sintonia con la storia della città: l’artista ha infatti ritrovato nell’esperienza aquilana le stesse ferite e la stessa forza di riscatto già vissute in Cina in seguito al devastante terremoto del Sichuan del 2008, un evento che lo spinse a documentare le conseguenze della catastrofe e a battersi per la verità sulle vittime.
La scelta della carriola non è casuale. Per Ai Weiwei questo strumento possiede un forte valore personale, legato ai ricordi d’infanzia e alla figura del padre, il celebre poeta e pittore cinese Ai Qing, autore di un componimento intitolato proprio Carriola. Durante la sua visita aquilana, l’artista ha visto nello stesso oggetto umile il simbolo perfetto del lavoro quotidiano necessario alla ricostruzione materiale e morale.
Alta 3 metri e lunga 3 metri e 40, la scultura in acciaio raffigura l’artista in prima persona mentre spinge la carriola, fondendo il gesto individuale con la memoria collettiva della comunità aquilana.
All’inaugurazione hanno preso parte i rappresentanti delle realtà che hanno reso possibile il progetto. Fabrizio Marinelli, presidente della Fondazione Carispaq, ha sottolineato come l’opera rappresenti la prosecuzione ideale del percorso avviato con la grande retrospettiva Aftershock al MAXXI L’Aquila. Sulla stessa linea il sindaco Pierluigi Biondi, che ha evidenziato come l’installazione trasformi il dolore in responsabilità, ricordando ai giovani che «dalle ferite può nascere una nuova consapevolezza».
Il presidente del Consiglio Regionale, Lorenzo Sospiri, ha accolto con favore l’ingresso dell’opera all’interno del Palazzo dell’Emiciclo, integrandola nell’itinerario d’arte contemporanea che già custodisce i lavori di maestri come Franco Summa e Mario Ceroli. L’assessore regionale alla Cultura, Roberto Santangelo, ha rimarcato il valore di un investimento che lascia segni tangibili di questo anno straordinario, mentre Alessandra Taccone, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, ha evidenziato la portata simbolica della comproprietà dell’opera, garanzia della sua permanenza stabile in città.
Il contributo del mondo economico e produttivo è stato sottolineato da Pierluigi Frezza di ANCE L’Aquila, mentre Fiorella Luciani, presidente del Coordinamento L’Aquila 2026 – Città Multiverso, ha definito l’installazione il perfetto avvio delle attività pubbliche programmate per l’anno della cultura, capace di fare spazio al pensiero critico e alla bellezza contro l’indifferenza.
“Figure and wheelbarrow for L’Aquila” entra così a far parte stabilmente del paesaggio urbano, offrendo a residenti e visitatori un monumento vivo che dialoga con il passato e guarda con speranza al futuro della città.



