Chieti. È iniziato anche per i giovani di Abruzzo e Molise il percorso di preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di Seul 2027. Il primo incontro organizzativo si è svolto il 14 settembre nel seminario di Chieti, con la partecipazione dei rappresentanti delle diverse diocesi delle due regioni.
La riunione è stata presieduta dal vescovo di Sulmona-Valva, monsignor Michele Fusco, reduce da una missione nella capitale sudcoreana insieme a don Antonio Allegritti, don Domenico Di Pietropaolo e don Emilio Lonzi. Il viaggio ha consentito alla delegazione di conoscere da vicino la realtà ecclesiale locale, incontrare i responsabili della Chiesa coreana e visitare alcuni dei luoghi e delle strutture che accoglieranno i giovani durante la GMG.
All’incontro di Chieti hanno preso parte anche i rappresentanti della Marsica. Da Avezzano sono arrivati don Antonio Allegritti, Americo Tangredi e Giovanni Cimei.
Nel corso della riunione sono state illustrate le caratteristiche della Chiesa sudcoreana e l’organizzazione che accompagnerà l’arrivo dei giovani. Particolare attenzione è stata dedicata alla realtà cattolica del Paese, minoritaria rispetto alla popolazione complessiva ma fortemente legata alla propria storia e alla testimonianza dei martiri coreani.
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata all’organizzazione della comunicazione nelle diverse diocesi di Abruzzo e Molise, con l’obiettivo di far conoscere l’iniziativa e fornire ai giovani interessati tutte le informazioni necessarie per valutare la partecipazione.
Fino al 31 ottobre sarà possibile manifestare il proprio interesse per il viaggio senza assumere immediatamente un obbligo di iscrizione. Successivamente saranno definite le adesioni e gli aspetti organizzativi della partecipazione alla GMG.
La Giornata Mondiale della Gioventù riunirà a Seul giovani provenienti da numerosi Paesi per giornate di incontro, preghiera, condivisione e conoscenza delle comunità locali, fino alla celebrazione conclusiva presieduta da Papa Leone XIV.
«Invitiamo i giovani a vivere un’esperienza di festa, di fede, di amicizia, di conoscenze e di relazioni – è stato sottolineato durante l’incontro – perché è importante sperimentare concretamente la bellezza della fede e vedere che non siamo soli a credere, ma siamo parte di una realtà più grande che si chiama Chiesa».
Valerio Montaldi



