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Truffe agli anziani, cinque tentativi a vuoto a Teramo. “La rete di protezione funziona”

Silvia Rosiello di Silvia Rosiello
10 Giugno 2026
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Teramo. Nelle ultime ore nella città di Teramo si sono registrati cinque tentativi di truffe ai danni di persone anziane ma fortunatamente le vittime che hanno fiutato l’inganno lasciando i malfattori a mani vuote.

Il copione sempre uguale seppur con piccole variazioni segno della competenza criminale dei truffatori. Tutti gli anziani di età compresa tra i 70 e gli 85 anni sono stati chiamati presso l’utenza telefonica fissa:

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Nel primo caso una donna riceveva una chiamata da un sedicente carabiniere che le comunicava dei problemi sulla sua autovettura, quando la donna riferiva che non aveva autovetture l’interlocutore chiedeva se aveva oro a questa ulteriore richiesta la donna chiudeva la chiamata e avvisava la cognata che allertava il 112.

Nel secondo caso un uomo ha ricevuto una telefonata da parte di un sedicente carabiniere che gli chiedeva di recarsi presso la caserma di Teramo poiché gli avevano clonato la targa dell’autovettura e con questa era stata perpetrata rapina, l’anziano molto scosso chiudeva la chiamata e contattava il nipote che allertava immediatamente il 112.

Nel terzo caso un uomo veniva contattato da un sedicente maresciallo dei carabinieri, il quale riferiva che vi erano dei problemi sull’intestazione della sua autovettura e si sarebbe dovuto presentare in caserma.  L’uomo sicuro di non aver problemi sulla sua auto agganciava il telefono e chiamava questa caserma per segnalare l’accaduto.

Nel quarto caso una donna riceveva la chiamata di un sedicente carabiniere il quale gli comunicava che dei malviventi avevano usato la sua auto per fare una rapina in una gioielleria di Teramo e quindi per evitare conseguenze penali doveva pagare dei soldi. La donna non credeva a tale affermazione e riagganciava il telefono chiamando immediatamente il 112.

Nel quinto caso una donna riceveva una telefonata da un sedicente carabiniere di Teramo. L’uomo riferiva che si era verificato un furto presso un’oreficeria vicino al Duomo e i malfattori fuggivano con una fiat punto successivamente ritrovata e all’interno della stessa veniva rinvenuto un fascicolo con il nome del marito. Il sedicente carabiniere invitava la donna a far presentare in caserma il marito. La donna molto lucida informava l’interlocutore che loro non hanno una punto inoltre il marito   da molti anni gestisce una attività proprio nei pressi della caserma dei carabinieri e conoscendoli tutti gli era sembrato strano che chiamassero in casa per una cosa così grave ma lo avrebbero sicuramente contattato nel suo esercizio e che pertanto si sarebbe rivolta ai carabinieri alchè la comunicazione veniva interrotta dal chiamante, tuttavia lo stesso alcuni minuti dopo richiamava riferendo che come carabinieri stavano facendo delle prove per allertare le persone contro le truffe e lei era stata brava a sventarla, la donna non andava oltre nella comunicazione abbassando la cornetta..

Adesso i militari dell’Arma stanno svolgendo puntuali accertamenti per addivenire agli autori di tali odiosi reati, che seppur architettati con criminale fantasia sono stati bloccati dalle vittime designate.

In tale settore continua senza sosta l’attività informativa dei Carabinieri del Comando Provinciale di Teramo, al fine di mettere in guardia gli anziani circa truffe architettate nei loro confronti. Questa attività, avviata da anni e progressivamente potenziata, punta a coinvolgere non solo le potenziali vittime, ma anche familiari, vicini e conoscenti, creando così una vera e propria rete di protezione attorno ai soggetti più fragili.

I risultati di tali campagne informative  sono stati al momento lusinghieri infatti già da diversi mesi in provincia non si registrano truffe ai danni di anziani, anzi si sono registrati molteplici tentativi che non sono andati a buon fine a seguito delle reazioni delle vittime ovvero di persone a queste vicine, che non solo non sono cadute nel tranello ma hanno prontamente denunciato i fatti.

Nonostante il fenomeno in provincia è in netto calo non bisogna in nessun modo abbassare la guardia, infatti seppur non portate a termine i tentativi di truffa vengono messe in atto e pertanto i Carabinieri continueranno a effettuare tali campagne informative.

Di pari passo con l’attività preventiva i Carabinieri stanno infondendo il massimo sforzo anche nella fase repressiva infatti tutti i casi di truffe ai danni di anziani consumati o tentati vengono a fondo investigati al fine di arrivare all’identificazione dei colpevoli.

“L’Arma, da sempre vicina alla popolazione, in queste  campagne di sensibilizzazione continuerà a spiegare ai cittadini quali sono le modalità più ricorrenti con le quali i truffatori agiscono e quali contromisure devono essere adottate per contrastarle, auspicando che agli incontri partecipino oltre agli anziani anche chi è più loro vicino, come i figli e i nipoti, in modo che la contiguità affettiva possa accrescere la necessaria consapevolezza dei rischi che corrono gli anziani e la conoscenza delle norme di condotta da tenere per scongiurarli”.

In particolare, nel corso degli incontri i carabinieri hanno sintetizzato alcune delle modalità con cui più frequentemente vengono perpetrate le truffe. In modo semplice è stato raccomandando che:

  • “per nessun motivo deve essere consentito l’accesso agli sconosciuti che dovessero presentarsi al portone o sull’uscio di casa;”
  • “nessun ente chiede per telefono di recarsi agli sportelli bancomat per prelievi o per bonifici;”
  • “nessun avvocato, Forza di Polizia o assicurazione chiede per telefono soldi per liberare congiunti a seguito di mancati pagamenti, sinistri stradali etc;”
  • “nessuna banca o ufficio postale si reca in casa per controllare le banconote prelevate allo sportello;”
  • “bisogna diffidare di telefonate di presunti congiunti che chiedono il pagamento per la consegna di pacchi;”
  • “giammai Carabinieri e altre FF. di Polizia si presentano presso le abitazioni, in uniforme o in abiti civili, per riscuotere soldi;”
  • “in ogni caso di dubbio sull’identità degli interlocutori, telefonare immediatamente al “112” per consentire alla più vicina pattuglia dell’Arma dei Carabinieri e delle altre Forze di Polizia di intervenire per evitare spiacevoli conseguenze;”
  • “occorre sempre denunciare alle Forze dell’Ordine eventuali truffe, così come vanno immediatamente segnalati contatti che possano apparire sospetti o chiari tentativi di truffa.”

 

 

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