L’Aquila. Un atto d’accusa durissimo quello lanciato da Stefano Albano, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale dell’Aquila, in merito alla gestione de “L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026”. Secondo l’esponente dem, quanto emerso durante l’ultima Commissione alla presenza dell’assessore Ersilia Lancia e del dirigente Fabio De Paulis confermerebbe i timori di una programmazione tardiva e poco partecipata.
“Siamo quasi a metà dell’anno e i bandi per le associazioni locali e i comuni del cratere sono in pesantissimo ritardo”, denuncia Albano. Sotto la lente finisce il bando Restart-Filone B2: con soli 325 mila euro stanziati su un budget totale di oltre 11 milioni, le graduatorie non sono ancora concluse, rendendo impossibili gli eventi previsti per i primi mesi dell’anno. Ancora più critica la situazione del Filone C (dedicato ai comuni del comprensorio), il cui avviso non è stato nemmeno pubblicato, scatenando il malcontento dei sindaci del territorio per quello che Albano definisce un «accentramento nelle mani del sindaco Biondi”.
Il rischio concreto, secondo il PD, è che il programma della Capitale si riduca a un mero cartellone di eventi estivi, privo di una visione strutturale. “L’assessora Lancia ha ammesso che alcuni percorsi partecipativi si stanno attivando solo ora — prosegue Albano — un’affermazione surreale se pronunciata a fine aprile dell’anno della Capitale”.
A preoccupare è anche la ricaduta economica. Citando l’intervento del consigliere Daniele D’Angelo, Albano evidenzia una contrazione di prenotazioni nelle aree periferiche, con operatori turistici costretti a chiudere nei giorni infrasettimanali: “Pochissimi turisti sanno che L’Aquila è Capitale della Cultura, nonostante un investimento di 1,2 milioni di euro stanziato esclusivamente per la promozione”.
Infine, il capogruppo dem punta il dito sulla gestione dei fondi: “Mentre i bandi per le istanze dal basso latitano, sono stati assegnati direttamente 75 mila euro alla Fondazione Magna Charta per un progetto sull’Intelligenza Artificiale”. L’appello finale di Albano è volto a evitare che un investimento di 11 milioni di euro si traduca in eventi effimeri: “Occorreva costruire laboratori e workshop per lasciare un segno nel tempo, specialmente per i giovani. Non possiamo permetterci un’occasione sprecata”.



