Vasto. Si delinea un quadro sempre più drammatico attorno alla morte di Andrea Sciorilli, il giovane di 21 anni trovato senza vita domenica 19 aprile nel garage del condominio in cui abitava, a Vasto, in provincia di Chieti.
Dopo ore di interrogatorio, il padre, Antonio Sciorilli, è stato fermato dai carabinieri. Sarebbe stato proprio lui a lanciare l’allarme, raccontando di aver scoperto il corpo del figlio nel seminterrato dello stabile. Tuttavia, gli sviluppi investigativi hanno rapidamente portato a una svolta inattesa.
Durante la notte, assistito dal suo legale Massimiliano Baccalà, l’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità, e avrebbe dichiarato: “Sono stato io, mio figlio era violento”.
Determinanti per l’accusa sarebbero stati gli accertamenti della Scientifica. Tracce di sangue sono state rinvenute non solo nel garage, ma anche nell’ascensore e sul pianerottolo dell’abitazione, suggerendo che l’aggressione sia iniziata all’interno dell’appartamento per poi proseguire fino al piano seminterrato.
A emergere sono anche precedenti episodi di tensione familiare: nei confronti del giovane era stato infatti attivato un provvedimento di “codice rosso” per presunte aggressioni ai danni del padre e della sorella.
Secondo gli inquirenti, il 21enne sarebbe stato colpito mortalmente con almeno tre fendenti al torace al culmine di una violenta lite. Resta ancora da chiarire quale sia stata l’arma utilizzata per il delitto, elemento su cui proseguono le indagini.
Secondo le prime informazioni, Antonio Sciorilli, 51 anni, dirigente amministrativo della Asl Lanciano Vasto Chieti (responsabile dell’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) e privacy), oltre alla confessione dell’omicidio avrebbe indicato agli inquirenti dove ha nascosto l’arma, che sarebbe un’accetta. Si sta cercando nei dintorni del palazzo.
Omicidio di Andrea Sciorilli, il padre in stato di fermo dopo un lungo interrogatorio



