Pavia. Emergono indiscrezioni relative alla consulenza tecnica affidata dalla Procura alla dottoressa Cristina Cattaneo, relativa alla dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Secondo il Tg1, sul corpo della giovane vittima sarebbero stati riscontrati segni di colluttazione, attestanti strenui e reiterati tentativi di difesa.
Oltre alle ferite inferte dall’arma del delitto, dunque, vi sarebbero ecchimosi, lividi e abrasioni su braccia e gambe. Il che legittimerebbe appunto l’ipotesi che Chiara Poggi non abbia solo tentato di proteggersi dai colpi che le venivano inferti, forse con un martello, ma anche di difendersi dall’omicida.
Una dinamica associabile a un lasso di tempo più lungo rispetto a quello ipotizzato nella sentenza che ha ritenuto il fidanzato della vittima, Alberto Stasi, responsabile dl delitto, alla luce della quale le tracce presenti sulle unghie della vittima potrebbero risultare precisamente interpretabili.
Certo, si osserverà, le valutazioni della dottoressa Cattaneo non si fondano su una analisi diretta dei resti mortali della vittima, ma sulle risultanze degli esami medicolegali effettuati all’epoca delle prime indagini. In ogni caso, quindi, su dati comprovati attraverso la documentazione disponibile. Attendiamo ulteriori sviluppi.
“Il corpo possiede un linguaggio che ha dell’incredibile e la scienza progredisce: lo studio di pelle, tessuti, lesioni sta facendo passi da gigante”, ha dichiarato l’esperta in un’intervista alla Stampa del luglio 2025. “Ci sono tecnologie in grado di fissare i minuti precisi di una ecchimosi. Mettendo insieme la datazione con la comprensione della sua natura capiamo cos’è accaduto a quella persona e, cioè, anche come è stata uccisa.”



