Pescara. Si accende il clima elettorale a Pescara in vista del voto dell’8 e 9 marzo. Il sindaco Carlo Masci ha replicato con durezza alla segnalazione presentata da un candidato del Movimento 5 Stelle al Corecom e all’Agcom per una presunta violazione della par condicio. Il primo cittadino ha respinto ogni addebito, parlando apertamente di una strategia volta a delegittimare l’operato della sua amministrazione.
“Apprendo con stupore e incredulità della segnalazione”, ha esordito Masci, definendo l’iniziativa come “l’ennesima dimostrazione di un’opposizione che non ha argomenti politici, non contesta o contrasta progetti e visione della città, ma agisce esclusivamente per attaccarmi su tutto nel maldestro tentativo di imbavagliarmi”. Secondo il sindaco, il ricorso alle autorità di garanzia rappresenterebbe un “tentativo di censura grave”, figlio di una campagna elettorale trascinata dai suoi avversari su livelli di scontro giudicati eccessivi.
Masci ha poi rivendicato il diritto di informare la cittadinanza sulle attività in corso: “Secondo i miei oppositori, non potrei neppure raccontare ciò che è stato fatto e si sta facendo, dando seguito ai tanti progetti che abbiamo voluto per Pescara. È un paradosso inaccettabile”. Il primo cittadino ha inoltre accusato i suoi sfidanti di utilizzare un “atteggiamento liberticida” per coprire una “bramosia di potere” che rischierebbe di riportare la città a stagioni amministrative critiche, citando esplicitamente i problemi del passato legati all’inquinamento del mare e all’assenza di opere pubbliche.
In conclusione, il sindaco ha confermato di aver già attivato i propri legali: “Abbiamo provveduto a rappresentare la nostra posizione al Corecom, confutando tutte le accuse infondate rivolteci dal candidato pentastellato”. La parola finale spetterà ora agli organi di controllo, mentre Masci ribadisce la sua linea: “Il bavaglio non ce lo facciamo mettere da nessuno. Come sempre, saranno i cittadini a giudicare e a decidere”.


