L’Aquila. Si è tenuta questo pomeriggio un’importante seduta del Comitato per la Legislazione, durante la quale è emerso il grido d’allarme unanime dei sindaci di numerosi centri abruzzesi, tra cui Bolognano, Castilenti, Roccascalegna, Furci, Montefino e Molina Aterno. Al centro del confronto con la presidente Carla Mannetti vi è la necessità di superare i criteri stabiliti dalla legge nazionale n. 131/2025, che ha rideterminato la classificazione dei comuni montani escludendo diverse realtà del territorio. “Vogliamo tornare a essere riconosciuti come comuni di montagna”, è stato l’appello dei primi cittadini, preoccupati per la perdita di tutele e risorse.
La presidente Mannetti ha rassicurato gli amministratori locali confermando che è in corso la redazione di un disegno di legge regionale che riguarderà non solo la montagna, ma l’intero sistema delle aree interne. A chiusura della seduta, Mannetti ha precisato che, in linea con quanto espresso dall’assessore Roberto Santangelo e dal presidente Marco Marsilio, nell’Accordo della Conferenza unificata sarà prevista una finestra per destinare le risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit) anche ai Comuni esclusi dalla nuova norma, purché rientranti nella storica classificazione della legge n. 991 del 1952.
Sul tavolo della discussione è approdato anche il tema critico del dimensionamento scolastico. “Il Comitato si farà portatore presso l’assessore Santangelo di questi timori chiedendogli di convocare un tavolo”, ha sottolineato Mannetti, ricordando la possibilità di derogare alla norma nazionale tramite il servizio scolastico regionale. Parallelamente, il gruppo di lavoro interistituzionale tra Giunta e Consiglio sta procedendo alla stesura di una legge quadro sull’Appennino abruzzese. Dopo una prima disamina della normativa esistente, i componenti del Comitato stanno lavorando alla redazione di norme specifiche che verranno successivamente consegnate agli assessori competenti.


