L’Aquila. “Nella seduta odierna della Commissione Ambiente e Territorio è emerso con chiarezza che il futuro delle Terme di Caramanico torna finalmente al centro del confronto politico e istituzionale in modo positivo. Le novità emerse sia agli atti e sia a mezzo stampa delineano uno scenario nuovo e più articolato. Oltre ai soggetti già interessati, Aca e Terme di Popoli, si è aggiunto l’imprenditore abruzzese Silvio Maresca, amministratore unico di Terme di Torre Canne, che insieme al gruppo Terme & Spa Italia, realtà di primo piano nel settore del termalismo e del benessere, che ha manifestato un forte interesse per il rilancio del complesso termale di Caramanico.
La compagine ha formalmente richiesto ad Areacom il differimento della scadenza del bando per la concessione delle acque, al fine di approfondire in modo rigoroso la fattibilità di un progetto industriale. Ritengo questo interesse un segnale positivo e concreto. Per questo ho chiesto che anche i rappresentanti di questa nuova realtà imprenditoriale, insieme ai sindaci dei territori coinvolti, vengano auditi in Commissione urgentemente, già dalla prossima settimana”, annuncia il vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio Antonio Di Marco a fine seduta.
“Ora più che mai è necessario che la Regione Abruzzo assuma un ruolo istituzionale forte e di riferimento, proseguendo nell’attenzione al percorso già avviato con la mia risoluzione sul piano industriale di acquisto e gestione del complesso termale – invita l’esponente PD – . La partita si sta riaprendo anche grazie a un lavoro politico costante e alla volontà di non arrendersi all’idea che Caramanico resti fuori dai circuiti del termalismo nazionale. Un ulteriore elemento importante in tal senso è emerso stamane nel corso della discussione in Commissione: la maggioranza, per voce del consigliere Nicola Campitelli, ha annunciato l’intenzione di proporre una modifica alla normativa regionale per equiparare la disciplina delle acque termali a quella delle acque ordinarie, semplificando procedure e gestione attraverso una modifica del competente Regolamento. Si tratta di un segnale significativo, perché finalmente il centrodestra entra nel merito degli strumenti necessari per sbloccare la situazione.
È dunque il momento di sederci attorno a un tavolo e lavorare a una soluzione condivisa, con una Regione che svolga una funzione di regia e facilitazione verso una rinascita affidata a progetti solidi e credibili. Le prospettive oggi si ampliano e diventano più concrete. Per questo è urgente ascoltare tutte le proposte e costruire un percorso trasversale, perché in gioco non c’è solo il destino di un impianto o delle sorgenti, ma quello di un intero indotto che con la chiusura è venuto meno. Prendo atto che la maggioranza stia cambiando approccio e stia cercando nelle procedure la strada per andare avanti: è un progresso importante. Continuerò a seguire con attenzione questa vicenda, confermando il mio impegno su un tema che riguarda non solo le aree interne, ma l’attrattività complessiva dell’Abruzzo”.


