L’Aquila. A sei anni esatti dall’inizio della pandemia in Italia, il bilancio sulla resilienza del sistema sanitario nazionale è critico. Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, lancia un monito severo sulle carenze strutturali che ancora affliggono il Paese, sottolineando come l’Italia non sia attualmente pronta a fronteggiare una nuova eventuale emergenza sanitaria.
Il vuoto del Piano Pandemico 2025-2029
Al centro della denuncia del sindacato c’è il forte ritardo nell’approvazione del Piano Pandemico 2025-2029. Uno strumento che Giuliano definisce indispensabile per stabilire protocolli e responsabilità.
“La mancata approvazione del Piano sta generando un vuoto normativo che impedisce una pianificazione omogenea e tempestiva”, avverte il Segretario. “Non possiamo affrontare un’emergenza senza una cornice chiara: significherebbe ripetere gli errori del passato”.
Terapie intensive: l’obiettivo mancato del PNRR
Un altro fronte critico riguarda il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere. Nonostante gli obiettivi fissati nel 2020 e i fondi del PNRR, il monitoraggio attuale segna un ritardo preoccupante: mancano all’appello quasi 1.700 posti letto tra terapie intensive e sub-intensive.
Giuliano definisce “inaccettabile” che alcune Regioni siano ancora ferme a zero, evidenziando come ogni posto letto non realizzato rappresenti una negazione del diritto alla cura. La preoccupazione si estende poi alla carenza cronica di anestesisti e rianimatori, senza i quali le nuove strutture rischierebbero di restare gusci vuoti. Secondo la UGL Salute, la tenuta del sistema non può continuare a poggiare esclusivamente sul sacrificio del personale attualmente in servizio.
Le proposte per il futuro
Per invertire la rotta, la UGL Salute sollecita un intervento immediato articolato su quattro punti chiave:
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Approvazione immediata del Piano Pandemico.
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Accelerazione dei lavori per i posti letto PNRR.
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Piano straordinario di assunzioni e formazione.
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Rafforzamento del coordinamento nazionale.
“La salute dei cittadini non può essere gestita con interventi emergenziali o frammentati”, conclude Giuliano nel suo appello alle istituzioni. “Abbiamo vissuto sulla nostra pelle cosa significa essere impreparati. Non possiamo permettere che accada di nuovo”.


