
Pescara. “La pandemia non è finita, ma la fase dell’emergenza sì”, dichiara il componente del Comitato tecnico scientifico, Sergio Abrignani, in un’intervista a ‘La Stampa’. Un risultato ottenuto “perché larga parte della popolazione è immunizzata e protetta dalle forme gravi di malattia, anche se meno dal contagio”, spiega l’immunologo della Statale di Milano.
“Ora – dice – possiamo gestire con strumenti ordinari una cosa che resta seria”. Dal primo maggio verrà meno l’obbligo delle mascherine al chiuso. “Obbligo o non obbligo io al chiuso continuerò a portarla”, dichiara l’esperto, che afferma: “Al chiuso di una sala piena, con un ricambio d’aria relativamente basso, non penso che togliersela sia una buona idea”.
La variante in circolazione “è anche il virus più infettivo che si sia mai visto circolare tra gli umani”, ricorda l’immunologo, ritenendo che sia impossibile prevedere nuove ondate. “È un virus nuovo e imprevedibile”, dice. Però, data la sua contagiosità, “è chiaro che con tante infezioni un numero elevato di ricoveri e morti si può ancora verificare. Ma dovrebbe comunque essere più contenuto dell’era pre-vaccini”, spiega. Anche il super Green pass verrà superato. Uno strumento che ha contribuito “a far vaccinare almeno un milione di persone”, dice Abrignani. “Parliamo di almeno mille morti evitate”, aggiunge. Con la fine dell’emergenza, finisce anche l’esperienza del Cts. “Forse non avremo azzeccato tutto, ma un contributo lo abbiamo dato”, chiosa l’esperto.


