Pescara. La telemedicina e la digitalizzazione in diabetologia migliorano gli esiti delle terapie per il paziente diabetico: dal punto di vista della valutazione dell’efficacia, infatti, metanalisi e studi recenti convergono su un risultato incoraggiante che attesta come queste strategie determinino una riduzione di mezzo punto dell’emoglobina glicata, un dato clinicamente significativo di miglioramento del compenso del diabete.
A descrivere questo risultato sono gli esperti riunti per il Congresso ‘Panorama Diabete’ organizzato dalla Società italiana di diabetologia (Sid). “Il digitale è già presente in tanti aspetti della vita dei pazienti – afferma Luigi Laviola, ordinario di Medicina Interna all’Università di Bari – dalla pre-visita alla visita al trattamento. Ma la vera rivoluzione è ancor più evidente nei device per il diabete: pompe da insulina, penne da insulina smart, pancreas artificiali ibridi, sensori per la glicemia ‘impiantabili’ e ‘indossabili’, e nelle app per pazienti e per medici da smartphone, nei siti web di supporto al paziente e nei software di data management. E già si guarda alle prossime frontiere, come le app di supporto decisionale per il medico, gli algoritmi di intelligenza artificiale, già entrati nello screening della retinopatia diabetica. C’è poi tutta l’area dei digital therapeutics, cioè delle app utilizzate come ‘farmaci’, che verranno validati da trial clinici su e-coorti”. Di recente le società di riferimento (SID, AMD e SIE) hanno elaborato un vademecum sulla gestione delle visite diabetologiche da remoto e ciò ha consentito alle strutture diabetologiche italiane di reggere l’impatto del Covid meglio di quanto sia successo in altri Paesi del mondo.



