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Lavoro, sindacati e vertenze sfilano in piazza a Teramo: “Territorio martoriato”

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
31 Luglio 2021
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Teramo. “Se vincono i metalmeccanici vince tutto il paese”. È stata particolarmente partecipata la “marcia per il lavoro” organizzata ieri pomeriggio da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil nell’ambito dello sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali.

Uno sciopero di due ore che in provincia di Teramo è stato ampliato a quattro ore, e accompagnato da una passeggiata da piazza Madonna delle Grazie fino a piazza Martiri per accendere i riflettori sulle tante vertenze aperte in provincia nel settore metalmeccanico. E in piazza, ieri, c’erano diversi lavoratori delle aziende che rappresentano le vertenze simbolo: dall’Atr alla Veco, dalla Betafence alla Selta all’Atr.

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“In provincia di Teramo abbiamo deciso di raddoppiare le ore di sciopero perché il nostro territorio è martoriato”, ha detto il segretario provinciale della Fim Cisl Marco Boccanera, “stiamo perdendo competitività, pezzi importanti di aziende. E l’effetto dello sblocco dei licenziamenti si vedrà in autunno, quando finiranno a uscire i precari che fino a oggi hanno fatto da cuscinetto senza che nessuno se ne accorgesse”.

La richiesta alla politica è dunque quella di mettere in campo ricette reali, innovare il sistema degli ammortizzatori sociali, puntare sull’innovazione è riformare la politica industriale del paese.

“Noi siamo qui oggi per rendere tutti consapevoli di quello che sta succedendo in tutta Italia da giugno”, ha detto Natascia Innamorati, della Fiom Cgil, “non si riesce a portare a casa un tavolo negoziale. Noi non vogliamo gli ammortizzatori sociali, vogliamo lavorare. Rischiamo di perdere centinaia di posti di lavoro se non pensiamo a riformare la politica industriale del paese”.

Sulla necessità di innovare il sistema industriale anche il segretario della Uilm Uil Gianluca Di Girolamo, che ha poi chiamato: “Se Confindustria dichiara che c’è la ripresa dove sta la necessità dei licenziamenti?”.

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