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25 aprile: Mattarella in Abruzzo, ricotta, pecora, zafferano e genziana per il menù abruzzese del presidente

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Chieti. Nel cerimoniale della visita del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in Abruzzo per il 25 aprile l’ultima tappa è prevista alla trattoria Dal Pagano a Palombaro (Chieti) dove il presidente pranzerà prima di rientrare a Roma in elicottero, dal campo sportivo della stessa località della Majella. Nel menu preparato dallo chef Leonardo Naccarelli, è previsto come antipasto un primo sale di capra caprino e cacio ricotta (prodotti di una piccola azienda agricola locale), salsicciotto al vino cotto e prosciutto fatto in casa con maiale nostrano e carciofini sott’olio fatti in casa. Come primi piatti ravioli di ricotta di pecora e zenzero, conditi con zafferano e polvere di liquirizia, e le ‘vrache di mulo’, esclusivo piatto tipico di Palombaro che è un tipo di pasta che ricorda l’imbracatura che reggeva la sella dei muli, condita con un sugo realizzato con carne di vitello, maiale, tacchino e agnello con aggiunta di funghi e un po’ di panna.

Per secondo è stato deciso la pecora alla callara con verdurine selvatiche di campo saltate all’aglio rosso di Sulmona e come dolce un semifreddo al peperone dolce di Altino (Chieti), incluso nell’Arca mondiale del Gusto di Slow Food, quindi fascette di cacao; il tutto accompagnato dal digestivo fatto con radice di genziana. Secondo il programma, la visita del Presidente Mattarella in provincia di Chieti parte alle 10 con la deposizione di una corona di alloro al Sacrario dei partigiani della Brigata Maiella, a Taranta Peligna, per poi raggiungere la vicina Casoli dove celebrerà il 73/o anniversario della Liberazione. A Casoli Mattarella farà il suo intervento pubblico
al locale teatro comunale con inizio alle 11.15. In forma privata visiterà il Castello Ducale dove la Brigata Maiella fu fondata il 5 dicembre 1943. Dal castello Mattarella si sposterà nel luogo della memoria, ex campo di concentramento fascista, dove sono state internate 218 persone, tra civili ebrei stranieri, sloveni e croati tra il 1940 e 1943.

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