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I fatti salienti del 2019 in Abruzzo, il tradizionale foto-racconto di un anno ricco di cambiamenti

I principali eventi di cronaca, cultura, attualità, cultura e politica che hanno caratterizzato l'anno passato

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L’Aquila. Siamo alla fine di questo interminabile 2019. Un anno in cui alti e bassi si sono bilanciati con inalterata equità ma che, comunque, ha lasciato dietro di sé una scia di fatti  che hanno fatto gioire, piangere, esultare, sperare, ma anche flagellato il territorio abruzzese.

Un anno complesso quello appena trascorso in Abruzzo, un anno difficile perché costellato di numerose fatti di cronaca, tragedie ed eventi drammatici. Spesso legati anche a questioni ambientali e meteorologiche. Basti pensare agli ultimi fatti della montagna che hanno visto morire tre persone in pochi giorni sul Gran Sasso, per un bilancio complessivo di otto morti nel corso del 2019.
I fatti riguardanti le grandinate che si sono abbattute in Abruzzo all’inizio di luglio hanno segnato la storia della Regione Abruzzo. Le precipitazioni hanno causato gravi danni alla popolazione di Pescara e dell’hinterland, ma anche all’economia della regione. Ma ha segnato il territorio anche l’inferno di ghiaccio che all’inizio di aprile ha messo in ginocchio i viaggiatori della A24, con la grandine che aveva invaso la carreggiata in pochi secondi.
E poi i grandi drammi personali che come spesso accade segnano l’intera comunità: un uomo il 14 aprile si è gettato dal viadotto della A24. Così come il giovane di Tortoreto che ha annunciato su YouTube il suicidio prima di lasciarsi cadere dal ponte. E poi i tanti, troppi morti sulle strade abruzzesi. Il pensiero va a Francesco e Antonio, padre e figlio di Pescocostanzo morti nei pressi di Pettorano sul Gizio, gettando nell’incredulità e nella disperazione una intera comunità. Ma anche i numerosi incidenti senza vittime, tra cui quello di Spoltore con 30 feriti che viaggiavano sull’autobus.

In Abruzzo  calano i consumi e di conseguenza chiudono le piccole aziende e i negozi. L’Abruzzo, a parte la Sardegna, è la regione italiana più colpita da questa crisi.  A sostenerlo sono i dati emersi dall’ultimo studio  della Cgia  da cui spiccano dati allarmanti, soprattutto per l’Abruzzo. Ma non basta. Il lavoro continua a zoppicare. Secondo il Focus Settore Commercio pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti in Abruzzo la performance delle Srl nel settore commercio in termini di fatturato ha ottenuto un +6,7% una crescita superiore al dato nazionale.

L’Abruzzo ha dovuto piangere nuovi morti bianche come Armando De Angelis, operaio di 83 anni, morto sul lavoro per essere caduto da un capannone industriale, da un’altezza di 5 metri a Controguerra, un sessantenne morto a seguito di un incidente agricolo avvenuto in contrada Pallante a Loreto Aprutino, Ridvan Meizini , operaio di 59 anni, ha perso la vita per essere rimasto schiacciato da una scaffalatura metallica che gli è caduta addosso mentre si trovava all’interno di un container a Ortona, un agricoltore di 46 anni di San Buono, Roberto Cupaioli, rimasto schiacciato dalla mietitrebbia guidata dal padre.

Mancano 11.000 posti di lavoro, l’allarme lanciato dalla Cisl, mentre tutta la regione ha salutato con gioia l’arrivo di Amazon. Il colosso aprirà un nuovo deposito di smistamento a San Giovanni Teatino e creerà più di 100 posti di lavoro a tempo indeterminato nei prossimi anni. Sono continuate nel settore della pubblica amministrazione le battaglie dei dipendenti per vedersi riconosciuti i loro diritti – in particolare Tua e Ama – mentre nel settore dell’automotive c’è preoccupazione perché l’ibrido e l’elettrico non sembrano passare per Atessa. Intanto l’ultimo rapporto di Unioncamere fa ben sperare: in Abruzzo mancano lavoratori preparati, ingegneri e informatici, tecnici, impiegati e operai nei settori edile, chimico e metalmeccanico e anche cuochi e camerieri. La speranza, quindi, è l’ultima a morire!

Il 2019 dal punto di vista politico è stato un anno rivoluzionario per l’Abruzzo. A gennaio il presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, subentrato dopo la partenza di Luciano D’Alfonso per Roma dove è andato a sedersi sui banchi del Senato, convoca le elezioni regionali: 10 febbraio. Il centrosinistra punta tutto su Giovanni Legnini, già vice presidente del consiglio superiore della magistratura, mentre il centrodestra opta per Marco Marsilio, romano con origini abruzzesi e i 5 Stelle vanno avanti con Marcozzi. Dopo una campagna elettorale infuocata Marsilio (Fratelli d’Italia) ha la meglio e si insedia all’Emiciclo con la Lega che supera il 27,5%.

Neanche il tempo di archiviare le regionali e ci si rimette subito al lavoro per le comunali della grandi città abruzzesi. Il centrodestra si riprende Pescara con Carlo Masci che ottiene il 51,33%. Boom di voti per la Lega – 205.370 – alle elezioni europee dove però nessun abruzzese riesce a spiccare. Le tensioni non mancano sia nelle stanze di partito, sia nelle aule dei consigli. In Regione la tensione tra maggioranza e opposizione è sempre alta e anche tra Marsilio e i suoi non sono tutte rose e fiori.
La Lega, forte del suo consenso in Abruzzo, rivendica maggiore coinvolgimento tra le scelte che spesso vengono prese solo tra gli altri due partiti di maggioranza – Fratelli d’Italia e Forza Italia – mentre l’opposizione accusa il presidente i suoi di vivere di luce riflessa e di sfruttare solo fondi e interventi ereditati dalla giunta D’Alfonso. In casa centrosinistra arriva il nuovo segretario Pd Michele Fina che punta a ristrutturare tutto ripartendo dalla gente, mentre Più Europa inizia a radicalizzarsi su tutta la Regione. Matteo Salvini toglie l’Abruzzo a Giuseppe Bellachioma e lo affida all’onorevole Luigi D’Eramo, scelto come commissario, mentre Fratelli d’Italia continua la campagna acquisti regionale conquistando sindaci e amministratori e “svuotando” di fatto Forza Italia che continua ad andare avanti con Nazario Pagano e l’assessore regionale Mauro Febbo scelto come responsabile regionale. L’anno si chiude, come sempre, con l’approvazione all’alba del bilancio regionale accompagnato da una serie di polemiche che ci porteremo anche nel 2020.

Il 2019 abruzzese, come sempre, è stato un anno all’insegna della natura. È stato l’anno in cui l’orso marsicano ha incontrato il panda: una notizia che ci porta direttamente al 2020, anno in cui avverrà il gemellaggio tra il parco nazionale d’Abruzzo e il parco cinese dei Panda Chengdu. Un’occasione, a detta del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, nata per creare un legame tra due animali che rappresentano la ricchezza delle rispettive biodiversità, l’orso Marsicano e il Panda”. È stato l’anno del contest lanciato dal Wwf volto a salvaguardare l’orso marsicano e rivolto ai più piccoli. L’anno del flashmob con 50 orsetti di cartapesta davanti alla Camera dei deputati promosso dalla stessa associazione ambientalista con l’obiettivo di invocare la legge speciale per la tutela dell’orso marsicano. È stato un anno ricco di incontri: dall’esemplare ammirato tra le vie di Pescina all’orso trovato tra le strade di Isernia. È stato l’anno della salvaguardia, delle lotte e delle battaglie a tutela di un animale, patrimonio della nostra regione, a rischio estinzione. Ma purtroppo è stato anche l’anno dell’orso ucciso a fucilate sulla pista ciclabile e dell’orsa investita in Abruzzo e del cucciolo che l’ha vegliata tutta la notte. Il 2019 verrà ricordato anche per la scomparsa dell’orsa Lauretta, la mascotte del centro visite di Pescasseroli e per l’orsa Sebastiana e dei suoi cuccioli dispersi, una storia che ha emozionato e commosso i tanti lettori e il popolo del web.
Per quanto riguarda lo spettacolo, invece, è stato indiscutibilmente l’anno del Jova Beach Party. L’evento, contestatissimo all’inizio, soprattutto le polemiche in merito alla tutela della natura, dei rifiuti e della salvaguardia delle spiagge, ha infine conquistato e scaldato il cuore di migliaia di fan riunitisi da ogni dove per ballare sulle spiagge di Montesilvano. È stato però anche l’anno della consacrazione della nostra regione a livello globale, con la transumanza e la perdonanza che sono finalmente stati dichiarati patrimoni immateriali dell’umanità da parte dell’Unesco. Persino Alberto Angela ha dedicato ampio spazio all’Abruzzo: nella sua seguitissima trasmissione “Meraviglie”, che andrà in onda a gennaio, il conduttore mostrerà ben cinque siti archeologici della nostra regione, da Rocca Calascio ad Alba Fucens.

L’anno ormai prossimo alla conclusione ci ha visti tagliare il prestigioso traguardo dei dieci anni di attività. Un risultato raggiunto con fatica e sacrificio, entusiasmo e passione, caparbietà e convinzione che l’informazione, prima di tutto, è il miglior mezzo possibile che conoscere il nostro territorio. I numerosi lettori che quotidianamente ci seguono sono sempre più esigenti verso il lavoro che la nostra redazione pone costantemente in essere.
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