L’Aquila. Alta preoccupazione arriva dalle stanze dell’Unione Italiana del Lavoro. Il sindacato abruzzese, che ha monitorato la crescita degli infortuni nel territorio regionale, denuncia un’espansione dei settori da cui provengono le segnalazioni sul lavoro. «La piaga degli infortuni in Abruzzo ha ormai superato i confini dei settori considerati storicamente a rischio». A denunciarlo è il Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo, in occasione della Giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro.
«I numeri» continua l’esponente sindacale «descrivono un fenomeno regionale ormai generalizzato, dove spiccano l’edilizia con 1.245 casi, la sanità e assistenza sociale con 900, il commercio con 707, il trasporto e magazzinaggio con 649 incidenti». Dato allarmante che va associato, poi, alle altre categorie. «Tra gli altri comparti figurano i servizi di alloggio e ristorazione, con 378 denunce, e il noleggio e i servizi di supporto alle imprese, con 384. Non fa eccezione il settore manifatturiero con 1.481 infortuni complessivi, dove emergono situazioni da monitorare, come la fabbricazione di prodotti in metallo, con 321 casi, e l’industria alimentare, con 290».
«Sono numeri – sottolineano i sindacalisti – a cui si deve rispondere con interventi mirati sui rischi specifici dei diversi ambienti di lavoro: dalla sicurezza nei cantieri, alla movimentazione delle merci, dall’organizzazione dei turni e dei carichi di lavoro nei servizi, alla prevenzione negli stabilimenti produttivi. Sul territorio, Chieti registra il maggior numero di denunce complessive, 3.592, e 8 denunce con esito mortale, a seguire Teramo con 3.258 denunce di cui 5 mortali, L’Aquila con 2.886 infortuni di cui 6 mortali e Pescara con 2.369 infortuni di cui 4 mortali. Restano inoltre particolarmente preoccupanti le 8.695 denunce di malattia professionale, che collocano l’Abruzzo al terzo posto su scala nazionale nell’anno 2025».
«Ogni volta che parliamo di sicurezza sul lavoro sembra essere una responsabilità che passa da un soggetto all’altro senza che nessuno risponda davvero» denuncia Valerio Camplone, componente della segreteria regionale Uil Abruzzo. Ognuno deve fare la propria parte: abbiamo bisogno di istituzioni che garantiscano coordinamento, programmazione e controlli e di imprese che investano in prevenzione».



