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Voto fuorisede bocciato, i Giovani Democratici chiamano in causa il presidente della Commissione Affari Costituzionali Nazario Pagano

Giorgia Agostini di Giorgia Agostini
28 Gennaio 2026
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Pescara. Si accende il confronto politico in Abruzzo sulla partecipazione democratica in vista del Referendum Costituzionale del 22 e 23 marzo 2026. Al centro della polemica la bocciatura del voto fuorisede, una scelta che – secondo i Giovani Democratici – rischia di escludere una parte rilevante della popolazione dall’esercizio di un diritto fondamentale.

“La bocciatura del voto fuorisede al Referendum Costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 da parte della maggioranza di governo è un fatto grave che limita la partecipazione democratica di milioni di studentesse, studenti e lavoratrici e lavoratori”, affermano i Giovani Democratici dell’Abruzzo.

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“Il Presidente della Commissione Affari Costituzionali che ha respinto gli emendamenti, l’onorevole abruzzese Nazario Pagano, incarna perfettamente il volto della destra che governa oggi il Paese, l’Abruzzo e Pescara: una destra che teme il voto libero, soprattutto quello delle giovani generazioni, e che preferisce complicare l’accesso alle urne invece di facilitarlo”, attacca il segretario regionale dei Giovani Democratici Saverio Gileno.

“In un periodo segnato da un astensionismo crescente, il compito della politica dovrebbe essere quello di allargare la partecipazione, non di restringerla. Ostacolare il voto fuorisede significa colpire chi studia, lavora e si forma lontano da casa, oltre 58mila abruzzesi, ed è una scelta che rivela una chiara paura del giudizio democratico, dovuta anche a quanto emerge unanimemente da tutti i sondaggi: il crollo dei sì e la rapida risalita dei no, affiancata dalla volontà di cambiare la Costituzione per minare l’autonomia della Magistratura con la riforma che sarà oggetto di referendum”, continua Francesco Balassone, segretario provinciale dei Giovani Democratici dell’Aquila e responsabile dell’organizzazione per il Referendum Costituzionale.

“Come studente fuorisede a Milano, insieme a decine di migliaia di altri abruzzesi, sarò costretto a prendere un volo o un treno per tornare a casa ed esercitare il mio diritto e dovere di cittadino. Un diritto che diventa privilegio se per esercitarlo bisogna affrontare costi dei trasporti sempre più elevati e riorganizzare impegni lavorativi o accademici, possibilità che in molti non hanno”, conclude Leonardo Quaglia, della Segreteria provinciale di Pescara dei Giovani Democratici, “serve approvare subito, in Parlamento e in Consiglio regionale, la proposta per rendere il voto fuorisede un diritto sempre garantito, una pratica già sperimentata e pienamente realizzabile”.

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