Sulmona. “Un atteggiamento di totale chiusura che ferisce la dignità dei lavoratori e ignora le responsabilità sociali d’impresa”. Con queste parole la vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia, la consigliera regionale Maria Assunta Rossi e il sindaco di Raiano Marco Moca commentano l’esito del vertice odierno presso l’assessorato alle Attività Produttive di Pescara.
Nonostante lo sforzo di mediazione delle istituzioni locali, la proprietà ha alzato un muro insormontabile. All’azienda è stato chiesto espressamente di utilizzare ogni ammortizzatore sociale ancora disponibile per tutelare i livelli occupazionali, ma da parte dei vertici è arrivato un diniego che svela l’unico vero obiettivo: la chiusura definitiva del sito di Raiano. Una volontà confermata in modo inequivocabile durante il confronto: l’azienda ha infatti dichiarato che, qualora venissero reperite ulteriori commesse, queste non verrebbero destinate all’Abruzzo ma dirottate direttamente nello stabilimento di Chivasso.
“Proporre a 39 padri e madri di famiglia di trasferirsi a 600 chilometri di distanza non è una soluzione, ma un licenziamento mascherato che mira a svuotare il sito produttivo di Raiano” dichiarano congiuntamente Scoccia, Rossi e Moca.
Mentre l’azienda si sottrae alle proprie responsabilità, la politica regionale continua a lavorare su soluzioni strutturali di lungo periodo. Si è in attesa, infatti, grazie al lavoro dell’assessore Tiziana Magnacca, che il Ministero formalizzi a breve l’istituzione dell’Area di Crisi Complessa. Si tratta di uno strumento fondamentale di cui beneficeranno tutte le aziende del comparto automotive del territorio, garantendo nuovi strumenti di sostegno e rilancio industriale.


