L’Aquila. L’annuncio dell’unione civile tra due sindaci italiani riaccende il dibattito politico sui diritti civili e sul percorso legislativo che nel 2016 portò all’approvazione della legge sulle unioni civili. A intervenire è la dottoressa Stefania Pezzopane, consigliera comunale e già parlamentare della Repubblica.
“Due sindaci di destra celebreranno una unione civile. Auguri a loro. Utilizzano una legge fortemente voluta dal centrosinistra e ostacolata in ogni modo dalla destra. I diritti, infatti, servono a tutte e a tutti. Le battaglie ideologiche di retroguardia vengono poi smentite dalla vita reale”, afferma Stefania Pezzopane.
“Lo dicevamo in Parlamento e nel Paese in quei lunghi mesi di dibattito per dare all’Italia più diritti e più libertà. Ricordo interventi di esponenti della destra che evocavano mostruosità e perversioni, ricordo parole assurde e volgari, piene di omofobia e sessismo. Avevano torto marcio. Governava il centrosinistra, presidente del Consiglio era Matteo Renzi e la legge è conosciuta come ‘Legge Cirinnà’, dal nome della senatrice Monica Cirinnà del Partito Democratico, prima firmataria, di cui io fui sostenitrice e cofirmataria in Commissione Giustizia”, prosegue Stefania Pezzopane.
“Dopo l’approvazione della legge ho celebrato diverse unioni civili di coppie innamorate e quella tra Filippo Flocco e Carmine Pavone fu la prima in Abruzzo. Ora due sindaci di destra si sposano grazie a una legge fatta dalla sinistra. E va bene così: buona vita a loro e tanta felicità”, sottolinea Stefania Pezzopane.
Il riferimento è ad Alessandro Basso, sindaco di Pordenone per Fratelli d’Italia, e Loris Bazzo, sindaco di Carlino per la Lega, che il prossimo 27 giugno celebreranno la loro unione civile, la prima tra due sindaci nella storia d’Italia.
“Si sposano grazie a quella legge che nel 2016 la destra ha provato a bloccare in ogni modo, tanto che dovemmo ricorrere al voto di fiducia per farla approvare. Oggi qualcuno sostiene che la destra avrebbe superato la sinistra sui diritti, ma non è così: la destra utilizza un diritto conquistato da altri. Sui diritti, purtroppo, siamo ancora fermi lì. La destra ha bloccato la legge contro l’omofobia e ora anche quella sul consenso, con un approccio ideologico reazionario e illiberale”, afferma ancora Stefania Pezzopane.
“La verità è che i diritti servono a tutte e a tutti. Non sono favori, non sono proprietà di partito, non chiedono la tessera e non controllano per chi voti. Quella legge del 2016 oggi tutela anche chi l’ha combattuta con oscurantismo. A distanza di dieci anni possiamo dire di aver fatto una cosa giusta. Ne sono felice e orgogliosa”, conclude Stefania Pezzopane.


