Roma. Il vincolo di esclusività nelle professioni sanitarie è una norma ormai superata e non più rispondente alle reali esigenze del Servizio Sanitario Nazionale. A sostenerlo è Gianluca Giuliano, segretario nazionale di UGL Salute, che ribadisce con forza la posizione già espressa dal sindacato sul tema.
“Il vincolo di esclusività nelle professioni sanitarie rappresenta oggi una norma superata, non più coerente con la realtà del Servizio Sanitario Nazionale e sempre più distante dalle esigenze dei professionisti e dei cittadini”, dichiara Giuliano, sottolineando la necessità di un intervento strutturale e definitivo.
Il sindacato prende atto della proroga prevista dal Decreto Milleproroghe, che estende il superamento del vincolo di esclusività fino al 31 dicembre 2026, ma esprime forti perplessità sull’approccio adottato. “Prendiamo atto che il Decreto Milleproroghe ha esteso la proroga del superamento del vincolo di esclusività fino al 31 dicembre 2026, ma riteniamo che continuare a ricorrere a soluzioni tampone non sia la strada da seguire. Il SSN non può essere governato a colpi di rinvii: servono scelte strutturali e definitive”, afferma il segretario nazionale.
Secondo UGL Salute, l’attuale assetto normativo risulta profondamente incoerente. “Ad oggi, evidenzia Giuliano, i medici sono gli unici professionisti sanitari a non essere soggetti al vincolo di esclusività, mentre tutte le altre professioni continuano a subire una limitazione che frena la valorizzazione delle competenze, riduce l’attrattività del lavoro pubblico e alimenta la fuga dal sistema”.
Il sindacato ritiene inoltre che il vincolo non rappresenti più una tutela per il servizio pubblico, ma piuttosto un ostacolo, soprattutto in una fase storica caratterizzata da una grave carenza di personale, dall’aumento dei carichi di lavoro e da liste di attesa strutturali.
“Sosteniamo con forza l’abolizione definitiva del vincolo di esclusività per tutte le professioni sanitarie, conclude Giuliano. È una scelta necessaria per restituire dignità professionale agli operatori, aumentare l’offerta di prestazioni e rendere il SSN più moderno, equo e sostenibile. Continuare con soluzioni temporanee significa rinviare un problema che non può più essere ignorato”.


