Chieti. A nove anni dalla tragedia dell’Hotel Rigopiano, Chieti è tornata a ricordare le sue vittime e a stringersi a Loredana Lazzari e Alessandro Di Michelangelo, madre e fratello di Dino Di Michelangelo, il poliziotto che perse la vita con la moglie sotto le macerie del resort. Al monumento dedicato di via d’Aragona si è svolta una cerimonia istituzionale, con la consueta e massiccia presenza di tutte le forze dell’ordine, della Polizia Locale, del Questore di Chieti Leonida Marseglia, dei colleghi del poliziotto e delle autorità cittadine, presenti con il sindaco Diego Ferrara, il presidente del Consiglio Comunale Luigi Febo, il vicesindaco Paolo de Cesare, gli assessori Manuel Pantalone e Teresa Giammarino in rappresentanza del governo cittadino.
“Ci ritroviamo in questo abbraccio a nove anni ormai di una tragedia che ha segnato pesantemente la nostra regione, la nostra città, la nostra storia di abruzzesi – così il sindaco Diego Ferrara – . È un abbraccio doloroso, un dolore personale che diventa collettivo, che potrà stemperarsi solo con il raggiungimento di una giustizia terrena e umana che dia sollievo a chi resta. Un abbraccio che non mancherà mai alla mamma di Dino, Loredana Lazzari e al fratello Alessandro Di Michelangelo, perché conferma la vicinanza delle istituzioni e della città non solo nella legittima sete di giustizia a fronte di questa immane tragedia. il Comune di Chieti ci sarà sempre e come sindaco prendo l’impegno che in occasione del decimo anniversario, l’anno prossimo, questo belvedere porterà il nome di Dino Di Michelangelo, come di certo farà piacere sia alla famiglia anagrafica, sia a quella dei colleghi della Polizia di Stato”.
“Ogni volta ricordare Dino è doloroso ma necessario, quest’anno ci stringiamo al dolore delle famiglie che a capodanno hanno perso i propri ragazzi nell’assurda tragedia di Crans Montana, solo chi ha vissuto questo dolore può capire e dare loro forza per sopravvivere a tutto ciò che dovranno vivere da adesso in poi – così la mamma Loredana Lazzari e il fratello Alessandro Di Michelangelo, una disperazione, la loro, stremata dall’attesa di una sentenza giusta che possa restituire se non le persone, la giustizia per la loro perdita – . Pensiamo che la verità su quanto accaduto quel pomeriggio di nove anni fa sia emersa, in questi anni, dalle varie aule di tribunale, le responsabilità sono state individuate e i Giudici di Cassazione hanno evidenziato che più di una catastrofe naturale, a causare la tragedia è stata la negligenza di molti su vari livelli. Ora spetta ai giudici di Perugia scrivere la parola fine. Accertata la verità ora ci aspettiamo giustizia per le 29 vittime e per tutte le altre che in questi anni ci hanno lasciato, penso a mio padre fino al povero Gianni Colangeli. La giustizia è per loro oltre che per noi e che per noi. Speriamo di chiudere presto il cerchio di questa vita che ci è stata cambiata radicalmente 9 anni fa. Un grazie alla Polizia di Stato , una seconda famiglia per Dino e per noi, senza di essa , non ci saremmo mai più rialzati”.


