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Traffico di rifiuti, Forum H2O: gli enti sapevano da anni e non hanno fatto nulla

Redazione Centrale di Redazione Centrale
24 Ottobre 2016
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Chieti. “Il malfunzionamento del depuratore di Chieti era noto da anni agli enti pubblici deputati al controllo, ma nessuno ha fatto nulla per fermare l’inquinamento”. È quanto sostiene il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, a proposito dell’operazione che ha portato a quattro arresti per traffico illecito di rifiuti e al sequestro dell’impianto, chiedendo “immediati provvedimenti nei confronti di funzionari inadempienti”. Corpo forestale sequestro“Nell’ordinanza della magistratura ­ sottolineano gli attivisti ­ si richiamano varie volte le relazioni dell’Arta che aveva rimesso agli enti di controllo, documenti durissimi a partire dal 2010, reiterati nel 2013, 2014 e 2015. L’impianto di Chieti era autorizzato con un Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel 2009 dalla Regione Abruzzo a trattare, oltre ai reflui civili di Chieti, 220.000 mc all’anno di rifiuti liquidi (di cui 171.116 di percolato di discariche) il cui trattamento, a fini di profitto senza regole, ha segnato il tracollo della struttura, palesemente inadeguata”. Ricostruendo come l’Agenzia regionale per la tutela ambientale, in più occasioni, a partire dal 2010, abbia segnalato le situazioni di criticità, gli ambientalisti si chiedono “cosa debba fare un impianto per vedersi ritirata l’autorizzazione” e sottolineano che “i fatti legati al rilascio dell’arsenico e di altre sostanze nel fiume contestati dalla Procura sono avvenuti nel corso del 2015: sarebbe bastato un intervento tempestivo degli enti competenti per far finire questo scandalo”. “Considerato anche il ripetersi di situazioni di criticità in tutto Abruzzo e in particolare in Val Pescara, crediamo che servano delle risposte puntuali”, dicono gli attivisti, che rivolgono una serie di domande, finalizzate a fare chiarezza sull’accaduto, al dirigente del servizio Rifiuti della Regione, Franco Gerardini, al dirigente del settore Via, Domenico Longhi, al direttore dell’Arta, Mario Micone, e al dirigente del servizio Gestione e qualità delle acque della Regione, Giancarlo Misantoni. “Chiediamo agli assessori regionali alla Sanità e all’Ambiente nonché ai rispettivi direttori generali e all’Organismo indipendente di Valutazione della Regione e delle due Asl ­ conclude il Forum Acqua ­ una valutazione sull’operato di funzionari e dirigenti anche per eventuali provvedimenti in caso di inerzia e inadempienza”.
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