Una nuova forte scossa è avvenuta alle 18,24 registrando una magnitudo di 4.2, secondo le rilevazioni dell’Ingv. L’epicentro è stato localizzato a 2 km da Norcia (PG). Seguono tra i comuni più vicini Preci (PG), Castelsantangelo sul Nera (Mc), Cascia (PG) e Visso. E mentre la terra continua a tremare, prosegue l’attività relativa allo studio delle deformazioni del suolo e delle sorgenti sismiche, focalizzata ora sugli eventi del 26 ottobre scorso. “La banda di frequenze utilizzate (banda L) dal radar operante a bordo del satellite ALOS 2 ci ha consentito di rilevare le deformazioni del suolo nonostante la zona colpita sia particolarmente coperta da vegetazione osserva Riccardo Lanari, direttore del CnrIrea Tali deformazioni si verificano circa 8 chilometri più a Nord, rispetto alle deformazioni provocate dal terremoto di Amatrice del 24 agosto e caratterizzano una zona che si estende per circa 20 km in direzione Nord e presenta un abbassamento del suolo massimo di circa 18 cm (corrispondenti a 22 centimetri di allontanamento, rispetto alla linea di vista del radar) in corrispondenza dell’area di Vallestretta”. “I primi risultati sembrano indicare che la faglia attivata il 26 ottobre faccia parte della stessa struttura geologica che ha causato il terremoto di Amatrice. Il piano di faglia quindi è inclinato verso ovest di circa 50°, si colloca tra 10 e 3 chilometri di profondità, e non raggiunge la superficie”, spiega Stefano Salvi, dirigente tecnologo dell’Ingv. La scossa di magnitudo 4.3 a 270 km di profondità registrata sulla costa tirrenica a Maratea (Potenza) alle 13,58 di oggi non è collegata ai terremoti del 24 agosto e 26 ottobre che hanno riguardato la fascia appenninica dell’Italia centrale tra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche. Lo precisa all’ANSA Alessandro Amato, sismologo dell’Ingv¬Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La scossa ha riguardato l’area Sud della Basilicata al confine con la Calabria, con epicentro nella località balneare di Maratea che è l’unico comune lucano ad affacciarsi sul mar Tirreno. Tra i Comuni vicini all’epicentro, l’Ingv segnala anche Trecchina, Rivello, Nemoli, Lauria (Potenza) e Tortora (Cosenza). Fino a questo momento in nessun Comune sono stati segnalati danni a persone o cose. “Fa parte del processo di sprofondamento di un pezzo di crosta oceanica dallo Ionio alla Calabria e fino al Tirreno. Parliamo di altra cosa rispetto a quanto sta succedendo sulla dorsale appenninica; è un altro mondo geologico. Ieri nella notte si era verificato un terremoto al centro del mar Tirreno, a 474 km di profondità e di magnitudo più ampia, parliamo di 5.7.” Lo sprofondamento della crosta oceanica ¬ aggiunge Amato – produce da sempre continue scosse, come avviene del resto sulla dorsale appenninica, che però in genere non si avvertono se non in presenza di picchi”. “Che tra i due processi ci sia una concomitanza ¬ conclude Amato – non significa però che si sia un rapporto di causa ed effetto”.

