L’Aquila. “Nel silenzio poso il girasole che si specchia subito in un sole incerto. Mentre aspetto le 3.32 vorrei tornare indietro e scacciare dalla storia quei pochi secondi che hanno distrutto la mia città, cambiato destini, rubato vite. I crolli di edifici mal costruiti hanno schiacciato 309 martiri. Sono 16 anni. Il dolore è vero, profondo, autentico. Cambia col tempo ma non se ne va. Non se ne può andare”.
Così l’on. Stefania Pezzopane, il 6 aprile 2009, presidente della Provincia dell’Aquila.
“Non voglio che vada via. Perché troppo ingiuste quelle morti, troppa rabbia per chi ci rassicurò, troppa pena per chi lucro ‘ e lucra sulla nostra tragedia, troppa la speranza di risarcire quel dolore con una città nuova con vite nuove. In quelle ore di quel 5 aprile prima del terremoto, eravamo spaventati per le scosse crescenti, ma mai avremmo immaginato quello che dopo poche ore ci travolse. Tutto cambiò, i nomi ed il numero di chi non c’è più li ho tatuati nei ricordi. E nella nostalgia. Abbiamo lavorato tanto, senza mai fermarci. Le 3.32, furono l’inizio della conta dei morti. Fu l’inizio di una vita diversa. Stanotte ascolteremo ancora quei nomi e rivedremo i volti, sentiremo le voci, cammineremo insieme. Per loro che sono stati uccisi da incuria e sottovalutazioni, dobbiamo proseguire il cammino di una città sicura, di scuole sicure, di luoghi e spazi sicuri. E mentre poso il girasole mi emoziono nel silenzio di una memoria che ci dà ancora tanta forza. Un abbraccio emozionato alle famiglie delle vittime. Un abbraccio a tutte quelle e quelli con cui ho condiviso le battaglie di questi 16 anni, mentre ci stringiamo insieme nel dolore e nella speranza di una vera ricostruzione di case, scuole ed anime”.