L’Aquila. Ne soffrono 13 milioni di italiani e 150 milioni di cittadini europei, ma il dolore cronico “è un problema troppo spesso dimenticato”. Per questo “bisogna favorire l’uso appropriato dei farmaci oppioidi, strumenti terapeutici d’elezione per il trattamento delle patologie dolorose, ancora sottoimpiegati nel nostro Paese e indebitamente screditati da fenomeni di abuso negli Usa”. È quanto emerso nel convegno ‘I farmaci umiliati: gli oppioidi e il riscatto della buona cura’, promosso da Fondazione Isal. Secondo l’ultimo rapporto Osmed, si legge in una nota della Fondazione, nel 2021 gli oppioidi hanno fatto registrare in Italia 7,7 dosi giornaliere per 1000 abitanti (DDD), il valore più basso in Europa, rimanendo stabili rispetto all’anno precedente.
Il confronto con altri Paesi europei come Germania e Austria, che si attestano su valori oltre le 20 DDD (e dove non si sono verificati fenomeni di abuso o dipendenza), fa comprendere quanto il nostro Paese sia poco virtuoso nell’impiego degli oppioidi, che restano ampiamente sottoutilizzati. Di contro, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) nel 2021 hanno toccato quota 17,8 DDD, segnando un +5,6% rispetto al 2020.
“Questo grave stato di sottoutilizzo dei farmaci oppioidi – commenta il professor William Raffaeli, presidente di Fondazione Isal – ci svela come, ancora oggi, nel nostro Paese troppe persone affette da dolore severo, oncologico e non-oncologico, siano lasciate sole nella sofferenza per mesi. Quel percorso virtuoso di avvicinamento a un buon uso dei medicinali oppioidi, avviato in Italia grazie alla Legge 38/2010, ha subìto un’importante battuta d’arresto a causa delle notizie di abuso giunte dagli Stati Uniti. Oggi – aggiunge – vogliamo tornare a quel percorso, ripristinando il monitoraggio sull’applicazione di quella normativa, e riaccreditare una classe farmacologica indispensabile per una buona terapia. Serve una ‘rieducazione sentimentale’ all’uso degli oppioidi, che sgomberi il campo da falsi miti”. Infine, conclude Raffaeli, va rafforzata la formazione Ecm (Educazione continua in medicina) dedicata alla terapia del dolore nei differenti setting di cura.

