
“Ai 5 stelle – spiega ancora Bagnai – che parlano di una loro vittoria ricordo che, in termini di grammatica parlamentare e di buon senso, questa vittoria ci sarebbe stata se i loro emendamenti fossero stati accolti. Purtroppo i loro emendamenti erano propagandistici e tecnicamente sbagliati e quindi non era stato possibile accoglierli perché non avevano il parere favorevole del governo. Non è da escludere che i 5 stelle preferissero vedersi bocciati gli emendamenti in aula per poter alimentare un circo mediatico che aumentasse il loro consenso a danno dei gonzi. Purtroppo, la maggior parte degli italiani ha ormai capito che chi è stato parte del problema non può essere parte della soluzione”.
Il senatore della Lega, responsabile economico nazionale del Carroccio, attacca anche il PD: “stesso discorso vale anche per il PD, che ora insegue demagogicamente la proposta di rendere strutturale il 110%, una prospettiva preclusa da quella Europa cui loro continuano a inchinarsi servilmente. L’ipocrisia europea impone l’efficientamento energetico, ma con le sue regole di bilancio ci impedisce di finanziarlo. Il PD che parla di 110% strutturale domani, è lo stesso che si oppone a uno scostamento di bilancio da 30 miliardi per salvare le nostre imprese dall’aumento del costo dell’energia oggi – tuona ancora il senatore – . Lascio giudicare agli elettori la credibilità di certe proposte pro futuro. Inoltre, gli ultimi due governi a trazione PD hanno sabotato il 110%, perché la circolazione dei crediti veniva vista come una moneta fiscale parallela, e quindi come una pericolosa concorrenza alla circolazione dell’euro. Solo le forze politiche di centrodestra, le uniche in grado di fare un discorso razionale e non feticista sulla moneta, possono dare agli elettori una ragionevole certezza di sbloccare la circolazione dei crediti sottostante al superbonus”.
Bagnai guarda anche al futuro imminente, quando “la Lega e il Centrodestra, vincendo le elezioni del prossimo 25 settembre, saranno al governo del Paese”.
“Concordiamo – spiega – con l’esigenza, cui finora il PD si è opposto per i motivi ideologici appena ricordati, di garantire tempi più lunghi, ma soprattutto assolutamente certi, al superbonus. Anche qui, però, un minimo di onestà intellettuale impone di riconoscere che lo stesso discorso si applica alla transizione ecologica. È assolutamente sconsiderato far balenare l’idea che nel breve termine si possa rinunciare alle fonti fossili. La transizione energetica è in fin dei conti quella da una certa classe di materie prime, le fonti fossili a un’altra, le terre rare e in generale i metalli, necessari per alimentare la filiera dell’elettrico. Non va dimenticato che queste ultime materie prime e in particolare le terre rare sono sotto la pressoché totale disponibilità della Cina. In giornate in cui il tema sembra essere la presunta dipendenza di alcuni partiti da finanziamenti esteri, è lecito chiedersi che cosa ci sia dietro la ferrea determinazione di alcune forze politiche italiane a perseguire politiche industriali che danneggiano le nostre filiere e ci mettono in mano alla Cina”, conclude il senatore.