L’Aquila. Una cittadina aquilana sarebbe stata vittima di un vero e proprio scambio di persona al Cup Asl dell’Aquila. La vicenda inizia qualche giorno fa, una donna, recatasi al Cup per ritirare la prenotazione di una mammografia per sua figlia fissata al 21 febbraio, al contrario si sarebbe vista consegnare il documento di prenotazione con i suoi dati.
In particolare, secondo quanto racconta il legale dell’utente, sul documento in questione figuravano i dati anagrafici, il tipo di intervento sanitario da effettuarsi, oltre al contatto telefonico della malcapitata, tutti dati questi sensibili e coperti da privacy.
A quel punto l’utente si è recata al CUP per disdettare la visita prenotata a suo nome anche al fine di evitare il successivo recapito della multa per mancata disdetta della prenotazione effettuata a suo nome. A tal proposito, l’ADICU aps – Ente Terzo Settore, presso lo sportello dell’Aquila la cui responsabile è l’avvocato Carlotta Ludovici, in questi giorni sta ricevendo numerose segnalazioni da parte di cittadini aquilani e non che da svariati mesi si stanno vedendo recapitare migliaia di sanzioni pecuniare da parte dell’Agenzia delle Entrate aquilana a su incarico dell’ASL , a loro dire, per mancata disdetta delle prenotazioni delle visite sanitarie.
“Vi è da sottolineare”, dice Ludovici, “che tali richieste inviate tramite posta ordinaria sono per lo più illegittime, per vari ordini di motivi, primi tra tutti per intervenuta prescrizione del diritto, ovvero perchè addirittura le visite in molti casi sono state effettivamente eseguite. Vi è da dire che l’ente creditore sta avanzando tali richieste di somme di denaro approfittando dell’impossibilità da parte dell’utente di fornire prova dell’avvenuta disdetta, atteso che nella quasi totalità dei casi questa è stata effettuata anni prima e per di più telefonicamente, oltretutto dopo estenuanti attese telefoniche. L’Adicu – Sportello L’Aquila sta tutelando gli utenti con risposte massive a 2 richieste che si reputano illegittime, consigliando per il futuro ed al fine di non incorrere in richieste di denaro inopinatamente avanzate, di procedere con l’annullamento delle prenotazioni per via telematica, conservando le ricevute di invio per almeno 10 anni, oppure recandosi direttamente al CUP, sempre pretendendo la prova dell’avvenuta disdetta”.
“Nel caso in questione è lapalissiano come a discapito dell’utente aquilana vi sia stata una palese violazione della privacy, assolutamente ingiustificata e che mostra totale superficialità, negligenza ed imprudenza nella gestione e nella tutela di dati altamente sensibili, primo tra tutti i dati di salute. Inutile sottolineare come la diffusione dei dati particolari rappresenta un fatto illecito e può essere oggetto di utilizzo criminale da parte di terze persone. Pertanto, alla luce di quanto sopra la ASL L’Aquila è stata diffidata con il patrocinio dell’Avv. Ludovici a porre immediato rimedio al danno arrecato e a provvedere al risarcimento per palese violazione della privacy nella misura di euro 5.000,00. Del grave fatto è stato allertato anche il Garante per la protezione dei dati personali”.