Chieti. Chieti il 6 e il 7 Marzo ospiterà il più importante confronto nazionale su terapie psichedeliche, ricerca clinica e scenari regolatori, promosso dall’Associazione Luca Coscioni con le Università di Chieti-Pescara, La Sapienza e Tor Vergata. Interverranno tra gli altri: Robert Giovanni Nisticò (Presidente AIFA), Alberto Siracusano (Presidente Consiglio Superiore di Sanità), Giovanni Martinotti (prima sperimentazione italiana psilocibina), Rick Doblin (MAPS, USA), David Erritzoe (Imperial College) e rappresentanti EMA e istituzioni europee.
Il dibattito italiano riapre la questione che intreccia diritto alla salute, ordine pubblico e responsabilità politica. Negli anni ’60-’70 erano già in corso sperimentazioni con molecole psichedeliche, prima delle convenzioni ONU. Oggi la sperimentazione abruzzese conferma che la normativa italiana consente percorsi clinici per la depressione resistente, un disturbo che colpisce circa una persona su sei, e per il quale le opzioni farmacologiche innovative sono limitate.
Gli studi internazionali sono promettenti: trial di fase 2 sulla psilocibina pubblicati sul New England Journal of Medicine mostrano miglioramenti significativi nella depressione resistente. La Compass Pathways ha recentemente annunciato risultati positivi della fase 3 su 581 pazienti. Il trial randomizzato pubblicato su JAMA ha coinvolto 104 adulti con MDD, evidenziando un effetto antidepressivo rapido e sostenuto fino a 6 settimane senza eventi avversi gravi. Anche il DMT mostra risultati significativi: uno studio di fase IIa pubblicato su Nature Medicine (2026) ha riportato una riduzione media del punteggio MADRS di −7,35 a 2 settimane rispetto a placebo, con effetti avversi lievi-moderati e nessun evento grave.
Non si tratta di “una pillola”: i protocolli prevedono preparazione, accompagnamento psicoterapeutico e integrazione dell’esperienza. Il setting terapeutico – musica, ambiente dedicato, presenza di terapeuti – è parte integrante del trattamento, come avviene in USA e Regno Unito.
Sul piano regolatorio, il quadro globale è disomogeneo: accesso eccezionale in Canada e Australia, licenze speciali in Svizzera, modello statale in Oregon. In Europa, il progetto PsyPal (Horizon Europe 2024) ha stanziato 6,5 milioni di euro per studi multicentrici sulla psilocibina, mentre solo Repubblica Ceca e Germania hanno iniziato ad attuare strumenti per l’uso compassionevole.
In Italia, strumenti legali già esistono: Decreto ministeriale 7 settembre 2017, leggi su cure compassionevoli e cure palliative (legge 38/2010) consentono accesso anticipato a trattamenti sperimentali per pazienti senza alternative. La prima sperimentazione clinica con psilocibina è partita presso ASL2 Abruzzo.
Parallelamente, l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato un appello al Governo, sottoscritto da oltre 170 esperti di medicina, ricerca e psicoterapia, chiedendo: inclusione degli psichedelici tra le terapie prescrivibili nelle cure palliative, accesso compassionevole, progetto pilota con il Ministero della Difesa per PTSD militari e incontro con esperti per condividere ricerche e sperimentazioni. L’appello ha già raccolto 18.000 firme.


