L’Aquila. Più di un quarto della popolazione italiana a rischio povertà o esclusione sociale. Nel Mezzogiorno, addirittura, un residente su due. L’Abruzzo si colloca al 15esimo posto (30,1) al di sopra della media nazionale.
Non è un quadro incoraggiante quello che emerge dal report pubblicato in questi giorni dall’Istat sulle condizioni di vita e sul reddito familiare in Italia, mettendo a confronto i dati del 2014 e quelli del 2015. Si stima che quasi la metà dei residenti nel Sud e nelle Isole (46,4%) sia a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 24% del Centro e il 17,4% del Nord. I livelli sono superiori alla media nazionale in tutte le regioni del Mezzogiorno, con valori più elevati in Sicilia (55,4) , Puglia (47,8%) e Campania (46,1%). Viceversa, i valori più contenuti si riscontrano nella provincia autonoma di Bolzano (13,7%), in Friuli Venezia Giulia (14,5%) ed Emilia Romagna (15,4%). Peggioramenti significativi si rilevano in Puglia (+7,5 punti percentuali), Umbria (+6,6 punti percentuali), nella provincia autonoma di Bolzano (+4 punti percentuali), nelle Marche (+3,4 punti percentuali) e nel Lazio (+2,3 punti percentuali), mentre l’indicatore migliora per Campania e Molise. In Abruzzo si è passati da 29,5 al 30,1 per il 2015. Quattro individui su dieci sono a rischio di povertà in Sicilia, tre su dieci in Campania, Calabria, Puglia e Basilicata; livelli di grave deprivazione materiale più che doppi rispetto alla media italiana si registrano in Sicilia e Puglia dove più di un quarto degli individui si trova in tale condizione; la Sicilia (28,3%) è anche la regione con la massima diffusione di bassa intensità lavorativa, seguita da Campania (19,4%) e Sardegna (19,1%). Per l’Abruzzo la percentuale è del 11,8% in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Il peggioramento del rischio di povertà o esclusione sociale interessa soprattutto i residenti del Centro (da 22,1% a 24%) e, in misura minore, le persone che risiedono al Sud e nelle Isole (dal 45,6% al 46,4%), dove tale rischio rimane in generale più diffuso.
Aumenta la quota di individui in famiglie che dichiarano di non poter sostenere una spesa imprevista di 800 euro (da 38,8% a 39,9%) e di avere avuto arretrati per mutuo, affitto, bollette o altri debiti (da 14,3% a 14,9%). Peggioramenti più marcati si osservano in particolare per gli individui in coppie con almeno tre figli. Per un approfondimento è possibile consultare il sito di Statistica Regione Abruzzo al seguente link: https://goo.gl/pPnyAt . Roberto Tibaldi


