L’Aquila.
“La campagna dei prepotenti del si’ prosegue incurante delle norme che regolano la competizione elettorale, si gratta il fondo del barile e si arruolano le istituzioni pubbliche per la campagna elettorale, e’ un fatto grave”. Inizia cosi’ una nota congiunta di Maurizio Acerbo, della sereteria nazionale di Rifondazione Comunista, e di Corrado Di Sante, segretario provinciale del Prc di Pescara. “Nei giorni scorsi – ricordano – avevamo denunciato la presenza di manifesti elettorali recanti ‘Basta un si’ Matteo Renzi a Pescara’ affissi nella citta’ di Pescara negli appositi spazi assegnati dalla giunta comunale ma sprovvisti dell’indicazione del committente responsabile e del gruppo politico, parlamentari o promotori del referendum che ha commissionato il manifesto e fatto richiesta dello spazio. Sono trascorsi dieci giorni eppure quei manifesti sono ancora al loro posto (sbagliato).
Perche’ l’amministrazione comunale di Pescara non ha provveduto a defiggere i manifesti fuori legge? Sono state elevate le opportune sanzioni? Come se non bastasse – aggiungono i due esponenti politici di Rifondazione – a partire almeno dalla giornata di ieri giovedi’ 17 novembre su diversi autobus delle linee urbane (6, 3/,16, 4/) dell’azienda regionale per il trasporto pubblico TUA (ex GTM) che percorrano le citta’ di Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino sono stati affissi cartelloni pubblicitari per il Comitato ‘Basta un si” in paese violazione della normativa vigente. Si produce una moltiplicazione abusiva, benche’ parzialmente mobile, di ‘tabelloni fissi’ visto che notoriamente gli autobus sostano ripetutamente alle fermate e ai capolinea. E’ grave che tale propaganda inoltre sia proprio sui mezzi dell’Azienda regionale pubblica di Tpl, di proprieta’ della Regione Abruzzo. Le segnalazioni sono state inoltrate ai vigili urbani di Montesilvano e Pescara Inoltre a piu’ di dieci giorni dal nostro esposto resistono due manifesti di grandi dimensioni recante ‘Basta un si’ Matteo Renzi a Pescara’, il primo sulla facciata dell’esercizio commerciale ‘BRICO MIO-EMPORIO CHIACCHIA’ di fronte all’uscita del casello A25 di Scafa, il secondo difronte al cementificio di Scafa sulla strada statale Tiburtina Valeria in direzione Popoli, entrambi in violazione delle normative vigenti D’Alfonso e Alessandrini ignorano il divieto di utilizzo di mezzi, risorse, personale e strutture assegnati alle pubbliche amministrazioni per finalita’ che nulla hanno a che fare con lo svolgimento delle loro competenze istituzionali, durante la campagna elettorale. E’ il regime dell’arroganza, e’ il preludio dell’Italia che hanno in mente Renzi e D’Alfonso e i sostenitori del si’. Davanti ad un uso cosi’ spregiudicato delle istituzioni – concludono Acerbo e Di sante – e’ doveroso sostenere le ragioni del NO. Sulle vicende enunciate, nella giornata di oggi, abbiamo per conto di Rifondazione Comunista depositato un secondo esposto”.

