L’Aquila. “La sanità abruzzese è ormai al collasso. Negli ospedali manca il personale e i cittadini rinunciano alle cure. Le liste d’attesa sono infinite, i pronto soccorso al collasso e chi può permetterselo è costretto a rivolgersi ai privati. Chi non può? Semplicemente smette di curarsi”. Lo ha dichiarato Lorenzo Rotellini Capogruppo AVS Consiglio Comunale L’Aquila.
“Tutto questo accade mentre il centrodestra regionale, invece di risolvere il disastro sanitario che ha creato, prova a mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Dopo anni di sperperi in eventi, festival e operazioni di marketing emergono improvvisamente 200 milioni di euro di debiti. E per coprire questo buco, la soluzione della destra è sempre la stessa: aumentare le tasse. Se la sanità pubblica abruzzese è in ginocchio, allora tanto vale ammetterlo: siamo in una situazione di emergenza sanitaria degna delle zone di guerra o dei paesi più poveri del mondo. E quando le istituzioni falliscono, chi interviene? Emergency.
L’organizzazione umanitaria di Gino Strada ha già portato i suoi ambulatori mobili in altre regioni d’Italia, garantendo oltre 42.000 prestazioni gratuite solo nel 2023. Se in Abruzzo la sanità pubblica non è più in grado di garantire cure ai suoi cittadini, perché non chiedere l’aiuto di Emergency?
A questo punto, tanto vale fare un appello ufficiale a Emergency per aprire ambulatori mobili anche a L’Aquila, come già accade nelle periferie più disagiate del nostro Paese e nelle zone di guerra. Sarebbe l’unica soluzione per garantire cure immediate a chi oggi è abbandonato dallo Stato e dalla Regione.
Il centrodestra abruzzese non può più nascondersi dietro la propaganda. Dopo aver raccontato per anni di una sanità efficiente, oggi il loro fallimento è sotto gli occhi di tutti:
– Ospedali senza personale, carenza di medici e reparti che rischiano di chiudere.
– 120.000 abruzzesi che rinunciano alle cure.
– Un buco da 200 milioni di euro che scopriamo solo dopo le elezioni.
E mentre cercano di far credere che l’aumento delle tasse non colpirà le fasce più deboli, la realtà è che i cittadini pagheranno il conto della loro mala gestione con meno servizi, più attese e più spese sanitarie private. Se governare significa garantire il diritto alla salute, allora questo governo regionale ha fallito su tutta la linea. E se l’unica soluzione per garantire cure ai cittadini abruzzesi è chiedere aiuto a Emergency, significa che questa giunta ha ridotto l’Abruzzo a una regione da Terzo Mondo.