Francavilla al Mare. C’è un filo sottile che unisce la memoria di un grande mecenate alla penna di uno scrittore capace di ascoltare il battito della propria terra. Questo filo si è palesato oggi pomeriggio a Francavilla al Mare, tra gli scaffali storici della Biblioteca “Antonio Russo” al Museo Michetti, dove lo scrittore marsicano Angelo Pellegrino è stato insignito del prestigioso Premio “Antonio Galasso”.
L’evento, presieduto dal critico d’arte Massimo Pasqualone, presentato dalla giornalista Orietta Spera, alla presenza del Presidente onorario, Console Roberto Galanti, e di Roberto Galasso, non è stato solo una cerimonia formale, ma un tributo all’impegno culturale inteso come missione civile. Il Premio nasce infatti per onorare la figura di Antonio Galasso, l’imprenditore scomparso nel 2020 che ha fatto del sostegno alla comunità e delle relazioni umane il fulcro della sua vita.
Proprio in questa capacità di tessere legami, la giuria ha rintracciato un’affinità profonda con l’opera di Angelo Pellegrino. Lo scrittore è stato lodato per la sua rara abilità nel sintetizzare i valori del territorio, trasformandoli in una narrazione universale che tocca il cuore dei lettori.
Al centro dell’attenzione sono finite le sue ultime fatiche letterarie pubblicate con la Masciulli Edizioni: il recente “Non appendere il cuore al chiodo” (2024) e l’atteso “In orando nos semper sumus” (2025). Ma il riconoscimento non si ferma alle pagine stampate. Massimo Pasqualone ha voluto sottolineare anche il valore dell’officina creativa di Pellegrino, ovvero quel dialogo costante e diretto che l’autore mantiene sui social, dove spesso anticipa frammenti di opere inedite e sperimentazioni artistiche, dimostrando una vitalità culturale che non conosce soste.
Per il critico Pasqualone e la Giuria, premiare Angelo Pellegrino significa oggi riconoscere il valore di una letteratura che non resta chiusa in una torre d’avorio, ma che sceglie di sporcarsi le mani con l’identità e la bellezza del quotidiano. Con questo premio, la Marsica e l’intero Abruzzo celebrano un autore che ha saputo trasformare la propria voce in un patrimonio collettivo, mantenendo viva l’eredità umana e generosa di Antonio Galasso.


