Pescara. “La prima cosa che sento il dovere di fare è fornire ai pescaresi una rappresentazione veritiera dei fatti, perché quella fornita dal sindaco Masci e dalla sua maggioranza non corrisponde alla realtà, e purtroppo non è una novità”, dichiara Carlo Costantini, candidato sindaco, insieme ai consiglieri di centrosinistra.
“Partiamo dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, che in poche parole è riuscito a dire due cose non vere, non dovrebbe prestarsi a simili ricostruzioni, perché la carica istituzionale che ricopre lo vincola a un ruolo di garanzia e non di parte”, prosegue Costantini.
“Sospiri ha affermato che le elezioni sono valide, dimenticando di anteporre le lettere ‘in’, le elezioni sono invalide. A pagina 95 della sentenza del Tar, in questo punto non riformata, è scritto testualmente che è stato disposto ‘l’annullamento delle votazioni e del risultato della procedura elettorale con annullamento degli atti di proclamazione degli eletti, dei candidati a sindaco e dei consiglieri comunali e di nomina’. Parlare di elezioni valide significa quindi distorcere la verità”, afferma Costantini.
“Il fatto che si torni a votare in 23 sezioni invece che in 27 non cambia minimamente la sostanza del problema, perché l’annullamento c’è stato e resta agli atti”, sottolinea.
“È altrettanto falso sostenere che si tratti di semplici irregolarità formali, le irregolarità formali riguardano esclusivamente le sezioni non annullate. Lo chiarisce espressamente il Consiglio di Stato a pagina 13, dove si precisa che l’esito demolitorio ha riguardato solo le sezioni in cui il contrasto tra i dati dei verbali e il contenuto dei plichi non ha trovato alcuna giustificazione”, aggiunge Costantini.
“Basta quindi con la favola delle irregolarità formali, basta con la disinformazione e basta con l’autoassoluzione”, incalza.
“Il sindaco Masci, dal canto suo, ha rilanciato la stessa narrazione e si è rifugiato in ciò che gli riesce meglio, scaricare sugli altri le conseguenze della propria incapacità. Questa volta, invece di dimettersi, se l’è presa con i presidenti di sezione, dimenticando che molti di loro sono stati indicati proprio da lui e non dalla Corte d’Appello”, prosegue Costantini.
“Masci dimentica anche un altro dato fondamentale, gli errori che oggi denuncia hanno avvantaggiato un solo candidato, Masci stesso. Nelle sezioni in cui è stato ripetuto lo scrutinio, solo lui risultava beneficiato e infatti ha perso complessivamente 176 voti, tra quelli indebitamente attribuiti a lui e quelli sottratti agli altri candidati e poi riassegnati”, evidenzia.
“I fatti, dunque, rivelano due ulteriori verità, la prima è che non si è trattato di irregolarità formali ma di imbrogli, perché quando spariscono centinaia di schede elettorali si parla di imbrogli e non bisogna avere paura di chiamarli con il loro nome, la seconda è che la revisione dello scrutinio ha dimostrato che in diverse sezioni a Masci erano stati conteggiati molti più voti di quelli spettanti, anche venti in più, mentre agli altri candidati erano stati sottratti. In un contesto del genere, Masci avrebbe dovuto tacere e dimettersi già dopo la sentenza del Tar”, conclude Costantini.


