Pescasseroli. Parco nazionale commissariato da mesi. Alla fine si trova l’accordo per la nomina, con Ministero e le regioni di Abruzzo, Lazio e Molise favorevoli. Una buona notizia, insomma. Ma così non è. Sono spuntati, infatti, quelli che non ci stanno lo stesso perché la scelta, caduta su Antonio Carrara, ex presidente ed attuale commissario della Comunità montana Peligna, non avrebbe la levatura intellettuale necessaria per un Parco così prestigioso.
L’iter. La nomina, che interromperà interminabile e indegno periodo di commissariamento dal punto di vista delle tempistiche burocratiche, ha dovuto ottenere una serie di approvazioni. Prima c’è stata la valutazione e la scelta da parte del ministro. Subito dopo l’ok della XIII commissione Territorio, ambiente e beni ambientali del Senato. A quel punto la commissione ha dovuto valutare l’indicazione del ministro Orlando. Poi c’è stato il voto che ha visto 16 esponenti favorevoli e 2 contrari. Successivamente è stato necessario il beneplacito dei presidenti delle tre Regioni Abruzzo, Lazio e Molise. Questa interminabile trafila si concluderà domani con l’audizione di Carrara nella riunione dell’ottava commissione della Camera, che affiderà l’incarico. Insomma, prima di scegliere un nuovo presidente ce ne è voluto.
La contestazione. Nonostante l’iter sia di fatto concluso, una parte di amministratori locali ne fa una questione politica, chiedendo in modo alquanto intempestivo, di ritornare all’inizio della trafila, scegliendo un’altra persona, magari con un “profilo più alto”, magari lasciando l’attuale commissario. Qualcuno accusa il Pd di aver ragionato sulla base di equilibri politici, pur avendo avuto l’avallo della Regione Abruzzo, che fino a prova contraria è di centrodestra. Un’altra parte, quella degli intellettuali, vorrebbe alla guida dell’ente un personaggio di “alto profilo”, come i presidenti di una volta: Francesco Saltarelli, Franco Tassi, Michele Cifarelli, Fulco Pratesi. Insomma, di “alto profilo”. Queste richieste arrivano da Paolo Maddalena, Dacia Maraini, Vittorio Emiliani e qualcun altro. Insomma, persone di “alto profilo”. Nonostante l’amministrazione di Giuseppe Rossi, ex presidente ed attuale commissario dell’Ente, definito – lui sì – dagli intellettuali un rappresentante di “alto profilo”, sia stata contestata da più versanti dal punto di vista progettuale e amministrativo. Ciò significherebbe, dunque, che “alto profilo” non significa necessariamente buona gestione. Basti pensare, tanto per dirne una, che negli ultimi anni il simbolo del Parco, l’orso marsicano, ha fatto i conti con uno dei momenti più difficili nella storia della specie.
Chi è il nuovo presidente? Ma chi è Carrara, l’uomo che guiderà il Parco per i prossimi anni e cercherà di risolvere i problemi che attualmente ancora mettono in crisi l’ente? Ha 47 anni, è nato a Pettorano Sul Gizio dove risiede assieme alla moglie Nadia e ai suoi due figli di 11 e 15 anni. E’ laureato in Sociologia e lavora a Castel di Sangro al Centro per l’Impiego della Provincia dell’Aquila. Presidente della Comunità montana Peligna dal marzo 1999, è oggi commissario straordinario dello stesso Ente.
Insomma, qualche intellettuale potrebbe pensare che non abbia un gran curriculum, non come quello del grande Pratesi, indimenticabile esponente del mondo dell’ambientalismo. Anche se in realtà Pratesi era un architetto, e aveva anche lui un orientamento politico, essendo stato in parlamento con il partito dei Verdi. A questo punto, indipendentemente dall’altezza del profilo, si spera piuttosto che il nuovo presidente lavori per migliorare un parco che, prima di meritare un grande presidente, merita un grande cambiamento e un grande rinnovamento dal punto di vista gestionale. Pietro Guida