Cocullo. Orso morto, task force delle squadre antiveleno nella zona del ritrovamento: gli esiti della perlustrazione. Il Parco nazionale d’Abruzzo ha reso noti gli esiti della perlustrazione di squadre cinofile antiveleno nella zona, tra Cocullo e Ortona dei Marsi, dove, nei giorni scorsi sono stati trovati resti di un orso.
La ricerca di altre carcasse di animali o esche che facessero pensare ad avvelenamento, ha dato esiti negativi. Dunque, si escluse, per ora, la morte dovuta a ingestione di sostanze velenose. Ma saranno gli esami genetici a chiarire altri aspetti. I resti sono stati portati nell’istituto zooprofilattico, le analisi genetiche sono state affidate a Ispra.
“Si sono concluse le perlustrazioni svolte con i cani antiveleno del Nucleo del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e di quello dei Carabinieri Forestali del Reparto Parco di Assergi nella zona dell’Olmo di Bobbi dove sono stati ritrovati i resti di un orso, mercoledì scorso”. Hanno spiegato dal Parco nazionale.
“Due giorni di perlustrazione, molto accurata della zona con i cani antiveleno e il personale, Guardiaparco e Carabinieri Forestali particolarmente esperto nella ricerca di tracce e reperti biologici, hanno avuto esito negativo. In pratica, non è stata trovata nessuna altra carcassa o resti di altri animali, selvatici o domestici, né ipotetiche esche.
L’unico reperto, trovato un po’ distante dal punto in cui era la carcassa dell’orso, i resti di un capriolo, molto probabilmente residuo di una predazione da lupo.
Il quadro complessivo resta quindi di difficile analisi, considerando anche i pochi elementi a disposizione dell’Istituto Zooprofilattico dove sono stati trasportati i resti. Sarà comunque la genetica, affidata come sempre a ISPRA, a fornire, ci auguriamo, qualche notizia in più”.