L’Aquila. Si è chiusa positivamente la prima fase del monitoraggio genetico dell’orso bruno marsicano, un passaggio chiave per aggiornare in modo puntuale le stime sulla consistenza di una delle specie più rare e simboliche della fauna europea. Un lavoro tecnico e scientifico di ampio respiro, che punta a rafforzare le basi conoscitive necessarie per la tutela a lungo termine del plantigrado.
Le attività si sono concentrate nel cuore dell’areale storico della specie, che interessa in primo luogo il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la relativa area contigua, estendendosi però anche alle zone di espansione più recenti. Il monitoraggio ha infatti coinvolto anche il Parco Nazionale della Maiella, il massiccio del Sirente-Velino, i Simbruini-Ernici e i monti del Cicolano, delineando un quadro territoriale ampio e articolato.
Nel corso delle operazioni sono stati raccolti complessivamente 854 campioni di pelo, che verranno ora sottoposti ad analisi genetiche da parte di laboratori specializzati. I campioni sono stati ottenuti attraverso una rete capillare di oltre quattrocento dispositivi, tra trappole olfattive con esche odorose, punti di campionamento su alberi utilizzati dagli orsi come grattatoi e installazioni posizionate in prossimità dei ramneti, aree particolarmente frequentate dagli animali per l’alimentazione.
Le analisi biomolecolari consentiranno di stimare con maggiore accuratezza sia la dimensione della popolazione sia l’estensione reale dell’areale di distribuzione, includendo non solo le aree storicamente occupate, ma anche quelle di recente colonizzazione.
L’intero monitoraggio è stato condotto con metodologie non invasive, nel pieno rispetto della fauna e degli habitat naturali. Non è stata effettuata alcuna manipolazione diretta degli animali e, al termine delle operazioni, i siti interessati sono stati ripristinati alle condizioni originarie. Un approccio che conferma come ricerca scientifica e tutela ambientale possano procedere in modo integrato, a supporto della conservazione dell’orso bruno marsicano e degli ecosistemi che lo ospitano.


