Città Sant’ Angelo. Dopo il ritorno all ’Aquila della tela “La Visitazione” di Raffaello Sanzio, realizzata nel 1517 e custodita nel museo del Prado a Madrid, torna in auge anche una copia della stessa opera, presente nella chiesa di San Francesco a Città Sant’Angelo.
Il dipinto olio su tavola che raffigura la Madonna incinta di Gesù, fu commissionata da Giovanni Battista Branconio, protonotaro apostolico, per volere di suo padre Marino, che la destinò alla chiesa di San Silvestro all’Aquila . Nel 1655 l’opera fu requisita da don García de Avellaneda y Haro, viceré di Napoli, che ne fece dono al sovrano Filippo IV di Spagna Approdato alla corte di Madrid, il quadro fu donato dal re al monastero dell’Escorial .
Nella copia che si trova a Città Sant’Angelo sono raffigurati Santa Elisabetta, San Gioacchino e San Giuseppe. Secondo alcune fonti, sarebbe stata realizzata da Andrea Del Sarto, uno dei discepoli più fedeli di Raffaello Sanzio, proprio nel periodo in cui l’originale si trovata a L’Aquila. Rimane invece un mistero come sia finita nella chiesa di San Francesco a Città Sant’Angelo.
Oggi, quella stessa tela, che richiama l’attenzione di numerosi appassionati e che anche in virtù dell’eco mediatico dato dal ritorno dell’originale a L’Aquila, necessità di un robusto restauro, sia per le attività di mera pulizia, ma anche per definirne con esattezza la paternità. Ed è proprio per questo che l’amministrazione è pronta ad andare alla ricerca di fondi necessari a restituire all’opera tutto il suo splendore.
“In questi giorni, in cui si fa un gran parlare del ritorno a L’Aquila della Visitazione di Raffaello, ci piace sottolineare come una copia del dipinto sia conservata a Città Sant’Angelo” spiega l’assessore alla Cultura Guerino De Bonis. “Sono tante le visite che riceve ogni anno e adesso siamo certi che il numero aumenterà ulteriormente, proprio in virtù della risonanza che si è venuta a creare. Il nostro impegno è quello di lavorare per arrivare a un restauro della tela, con cui vorremmo anche andare a dissolvere i dubbi intorno al suo autore”.



