Montesilvano. Nessun centro temporaneo di accoglienza ed assistenza ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale verrà allestito in via Napoli. La rassicurazione ai residenti della zona arriva direttamente dal sindaco di Montesilvano Francesco Maragno, supportata anche da una comunicazione ufficiale della Prefettura di Pescara dopo un incontro che, nel pomeriggio di ieri, sindaco e alcuni assessori hanno avuto con una loro delegazione. Al centro della riunione la situazione, legata soprattutto alla sicurezza, del quartiere di Villa Verrocchio. “Abbiamo ascoltato – dichiara il sindaco Francesco Maragno – le preoccupazioni messe in evidenza dai cittadini del quartiere. Stiamo cercando di lavorare su una serie di iniziative che possano rappresentare una soluzione alle problematiche esposte. Stiamo valutando, infatti, di implementare il sistema di videosorveglianza nella zona. Lavoreremo, come stiamo già facendo, in sinergia con tutte le forze dell’Ordine che operano, purtroppo, quotidianamente in carenza di organico, gestendo ampie aree territoriali”. In merito invece alla questione relativa ai centri di accoglienza che si trovano nelle immediate vicinanze del quartiere il sindaco afferma: “La questione dell’accoglienza dei migranti è molto delicata. E’ infatti importante coniugare le esigenze di sicurezza dei residenti con quelle di quanti fuggono da contesti fatti di guerre e disperazione. Stiamo valutando moltissime possibilità, proprio per raggiungere questo obiettivo, ossia tutelare l’immagine e il decoro della città e al tempo stesso dare una risposta ai profughi che raggiungono anche Montesilvano. La nostra città non può ospitare altri migranti, oltre a quelli già accolti. La presenza di profughi ad oggi sul territorio è particolarmente numerosa ed è importante che essa si riduca significativamente”. Tra le valutazioni, “vi è anche quella di aprire uno Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) sul territorio di Montesilvano. Si tratta di una rete di centri di seconda accoglienza, dunque finalizzati non all’assistenza immediata, come gli attuali CAS presenti nella nostra città, ma all’integrazione sociale di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale. Con l’apertura dello Sprar la città di Montesilvano potrebbe arrivare ad accogliere un numero massimo di circa 150 immigrati, andando di fatto a sostituire gli attuali CAS, che per legge non possono essere allestiti sullo stesso territorio. Creare questa rete, permetterebbe quindi di dimezzare il numero dei profughi sul territorio e anche di ottenere una migliore distribuzione dei migranti su tutto il territorio, evitando di fatto quelle concentrazioni in unico quartiere che in taluni casi possono dare luogo anche a problemi legati alla sicurezza”. “Crediamo – conclude il primo cittadino che favorire l’integrazione di queste persone sia il modo migliore per coniugare le esigenze di tutti. Ecco perché abbiamo anche sottoscritto la convenzione con la Prefettura e le cooperative che gestiscono i Cas, al fine di impiegare in lavori di pubblica utilità, volontari e gratuiti, i migranti attualmente accolti nell’Hotel Excelsior e nell’Ariminum. L’esperienza avviata da diversi giorni con alcuni di loro sta dando frutti molto positivi”.