L’Aquila. È atteso in mattinata un sopralluogo della polizia municipale dell’Aquila nella chiesa di San Bernardino di piazza d’Armi, dopo la proposta di ospitarvi per la notte 24 migranti che da settimane dormono all’aperto, con temperature anche sotto lo zero.
Sono previste verifiche tecniche funzionali anche alla riacquisizione della struttura nel patrimonio del Comune.
Il passaggio segue una riunione in Prefettura e riapre il fronte tra gestione dell’emergenza e rispetto delle regole.
Sulla struttura in questione pende, infatti, un’ordinanza di demolizione alla luce della sentenza n. 2113/2025 del Consiglio di Stato, in relazione alla cessazione delle funzioni di emergenza post-sisma, ma le associazioni che vi operano chiedono di preservarla per l’accoglienza e per le cerimonie cattoliche e ortodosse, attraverso una convenzione.
La vicenda ha assunto un rilievo politico. Il Partito Democratico dell’Aquila, in un comunicato, chiede di aprire la chiesa ai migranti “almeno per le prossime notti” oppure di individuare immediatamente soluzioni alternative, indicando anche spazi pubblici inutilizzati come l’ex asilo di viale Duca degli Abruzzi. Annunciata, inoltre, la predisposizione di un atto parlamentare da parte del senatore Michele Fina. Critiche arrivano anche da Sinistra italiana, che denuncia l’assenza in città di un dormitorio pubblico e accusa il Comune di non aver avanzato proposte concrete per garantire un ricovero temporaneo a chi dorme per strada.
I consiglieri comunali di minoranza Paolo Romano e Lorenzo Rotellini contestano l’impostazione della vicenda, ricordando precedenti indirizzi del Consiglio comunale orientati a una soluzione condivisa e giudicando “incomprensibile” che a intervenire sia stato l’assessore all’Urbanistica e non quello alle Politiche sociali.
Intervento in favore dell’accoglienza anche da parte del consigliere Alessandro Tomassoni, mentre la vicenda continua ad alimentare reazioni sui social.


