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Martellate, calci e pugni: polizotto abruzzese aggredito dai manifestanti a Torino

Redazione Abruzzolive di Redazione Abruzzolive
31 Gennaio 2026
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Pescara. Martellate, calci e pugni, polizotto abruzzese aggredito dai manifestanti a Torino.

Una violenza cieca, in tanti, contro una sola persona, un ragazzo che stava facendo il suo dovere, il suo lavoro, un giovane abruzzese. Calci, colpi di martello, pugni in testa: la vittima di questa scena, immortalata da un video, è un agente di 29 anni di Pescara, Alessandro Calista, in servizio al reparto mobile di Padova, sposato e padre di un bambino.

 

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Era in servizio a Torino per la manifestazione, a pochi metri dal campus universitario Luigi Einaudi, durante gli scontri scoppiati al termine del corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. A salvarlo sono stati i suoi colleghi intervenuti per proteggerlo.

 

Ora Alessandro è ricoverato al pronto soccorso chirurgico in un ospedale di Torino. Ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata. Un’aggressione, quella nei confronti del poliziotto che è sposto e ha un figlio, durata pochi ma interminabili secondi che descrivono la guerriglia urbana che ha colpito il capoluogo piemontese, per circa tre ore. Blu, Ugo. Ma anche Kiwi e Mango: questi alcuni dei nomi in codice cui si chiamavano tra di loro i gruppi di incappucciati, mentre attaccavano le forze dell’ordine. Anarchici e autonomi, divisi dalle idee politiche, ma uniti durante l’assalto. Un unico blocco nero che, quando ha iniziato a fare buio sulla città ha attaccato.

 

Prima sul corso, a pochi metri da dove si trova l’edificio occupato per trent’anni dagli autonomi e sgomberato a dicembre scorso, poi per le vie limitrofe, ma anche durante la ritirata. Quando tutte le bombe carta e i razzi erano stati lanciati e dopo che i cassonetti erano stati dati alle fiamme insieme a un mezzo delle forze dell’ordine, si sono ritirati. La scia che hanno lasciato sul selciato è fatta di giacche e pantaloni impermeabili, buttati dopo che tutto era finito. Dopo la battaglia restano innumerevoli cocci di bottiglie di vetro, candelotti di lacrimogeni, tanti massi, fioriere distrutte. Pochi i momenti in cui antagonisti e forze dell’ordine sono venuti a contatto. Tra questi però l’aggressione all’agente, quasi un vero e proprio linciaggio. Ci sono feriti anche tra i manifestanti, portati via a braccio o curati dentro un portone. Un intero quartiere, quello di Vanchiglia, ha vissuto una delle sue giornate più violente, come a Torino non si vedevano da tempo.

 

Foto: Adnkronos

Tags: abruzzonews
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