Teramo. Davanti all’ingresso dell’ospedale Mazzini di Teramo prende forma una mobilitazione civile che va oltre gli schieramenti politici. È partito questa mattina lo sciopero della fame a tutela del reparto di Malattie Infettive e, più in generale, della qualità e della dignità del servizio sanitario pubblico, con l’obiettivo di difendere un presidio considerato strategico e il lavoro di una delle sue figure di riferimento, la dottoressa Antonella D’Alonzo.
L’iniziativa, promossa dal giornalista Giancarlo Falconi insieme al segretario regionale UGL Salute Stefano Matteuccie all’ex assessore comunale Valdo Di Bonaventura, ha registrato un’ampia partecipazione: cittadini, giovani, amministratori locali e rappresentanti istituzionali hanno manifestato sostegno al presidio sanitario e al personale coinvolto.
Tra i presenti anche il sindaco Gianguido D’Alberto e il consigliere regionale Giovanni Cavallari, con i consiglieri comunali Massimo Varani, Anastasia Liouras e Lorenza Contrisciani. «Eravamo qui nel febbraio 2020 con il Covid e questo reparto è stato fondamentale, strategico. Per questo esprimo pieno sostegno a questa iniziativa. Non è giusto perdere l’eccellenza di un reparto e la centralità della città di Teramo», ha dichiarato il sindaco D’Alberto.
Sulla stessa linea Cavallari: «È una situazione incredibile: mentre aumentano le Uoc amministrative, si arriva a tagliare una Uoc essenziale. Abbiamo già evitato che psichiatria fosse spostata a Giulianova. Malattie Infettive è un servizio di eccellenza per i cittadini».
I promotori sottolineano inoltre la contraddizione temporale con l’annuncio del nuovo ospedale: «Alla vigilia di un progetto da centinaia di milioni di euro si continua a privilegiare il contenitore rispetto al contenuto. La prima pietra non è quella del nuovo ospedale: è quella messa oggi su Malattie Infettive», affermano.
Particolarmente toccante la testimonianza di una paziente della dottoressa D’Alonzo: «È il mio angelo. Unisce umanità e professionalità. Se dovesse andare via, io la seguirei ovunque, e non sarei l’unica».
Lo sciopero proseguirà anche domani e si sposterà davanti all’ingresso del primo lotto dell’ospedale, con l’auspicio di scongiurare le dimissioni della dottoressa Antonella D’Alonzo e di favorire un ripensamento sulla riorganizzazione della Uoc. In ottica di sistema, l’obiettivo resta chiaro: proteggere competenze, servizi e fiducia dei cittadini nel servizio sanitario pubblico.


