Teramo. Università degli Studi di Teramo ha aderito al ‘Manifesto dell’Università Inclusiva’, un’iniziativa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per promuovere l’accesso all’istruzione universitaria e alla ricerca per studenti, ricercatori e docenti rifugiati, nonché per promuovere la loro integrazione sociale e partecipazione attiva alla vita accademica.
Con deliberazione unanime del Senato Accademico e con quella successiva del Consiglio di Amministrazione, l’Ateneo ha formalmente partecipato all’iniziativa impegnandosi quindi a intraprendere e ampliare attività e programmi a favore degli studenti rifugiati, quali la semplificazione delle procedure per il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero dai rifugiati, la messa a disposizione di borse di studio e altri incentivi, servizi di tutoraggio dedicato, la partecipazione a iniziative di corridoi umanitari e percorsi di ingresso legale e il pieno coinvolgimento nella vita culturale e associativa dell’Ateneo.
“Il nostro Ateneo – ha commentato il Rettore, Christian Corsi – sceglie ancora una volta di essere parte attiva di un’Università che non esclude, ma accoglie e valorizza le differenze.
L’accesso alla formazione accademica è un diritto universale che non dobbiamo dare per scontato e rappresenta uno strumento essenziale per la dignità, l’autonomia e la ricostruzione dei percorsi di vita di chi è stato costretto a lasciare il proprio Paese.
L’adesione al Manifesto è per noi la naturale prosecuzione di un cammino che ci vede impegnati come laboratorio di cittadinanza globale, vogliamo che il nostro Ateneo sia un luogo di opportunità condivise, che garantisce a tutte e tutti le stesse possibilità di crescita e dove anche le persone rifugiate possano trovare una comunità pronta a investire sul loro potenziale umano e professionale”.


