Chieti. Con il passaggio di testimone a Ischia, si chiude un capitolo istituzionale per Giovanni Legnini e se ne apre uno carico di suspense per il futuro di Chieti. L’ex vicepresidente del Csm ha concluso ufficialmente il suo incarico come Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma e post-frana sull’isola campana, lasciando il posto all’avvocato Marcello Feola, nominato dal ministro Musumeci.
Ma mentre il velo cala sull’esperienza ischitana, un altro sipario sembra pronto a sollevarsi nel cuore dell’Abruzzo. Da settimane il nome di Legnini rimbalza tra i vicoli della città teatina e le stanze della politica locale come il possibile “asso nella manica” del centrosinistra per le elezioni amministrative di maggio 2026.
L’ipotesi che scuote il centrosinistra
Sebbene manchino conferme ufficiali, l’idea di vedere l’ex sottosegretario e già candidato alla presidenza della Regione Abruzzo correre per la carica di primo cittadino sta trasformando il dibattito elettorale in un’attesa vibrante. Legnini, originario di Roccamontepiano, rappresenta per molti quella figura di sintesi capace di ricompattare le diverse anime della coalizione grazie a un profilo che unisce autorevolezza istituzionale e profonda conoscenza del territorio.
A dare voce a questo sentimento è il segretario cittadino del Partito Democratico, Gianmarco Pescara, che non nasconde l’entusiasmo pur criticando le scelte del governo centrale:
«Un grave errore non riconfermare Giovanni Legnini Commissario alla ricostruzione di Ischia. Ma è indubbio che per Chieti si apra una ghiotta occasione di avere una candidatura a sindaco di altissimo profilo».
Una sfida tra carisma e strategia
La possibile discesa in campo di Legnini non è solo una suggestione estiva anticipata, ma una mossa che cambierebbe radicalmente il peso specifico della competizione elettorale. Per il centrosinistra, schierare un uomo con il suo curriculum significherebbe puntare sulla “politica del fare” che ha caratterizzato i suoi mandati commissariali, portando la sfida su un piano di caratura nazionale.
Resta da capire se l’avvocato accetterà di legare il suo nome alla rinascita della città teatina, trasformando i rumors in una candidatura ufficiale. Per ora, Chieti resta a guardare, divisa tra la nostalgia per il lavoro svolto da Legnini altrove e la speranza di vederlo presto protagonista sotto i portici di corso Marrucino.


