L’Aquila. Quarant’anni fa veniva installata presso l’ospedale dell’Aquila una delle prime apparecchiature di risonanza magnetica in Italia, la MR5000, dotata di un superconduttore da 0,5 Tesla: da quel momento è nata una stretta collaborazione tra mondo clinico-accademico e innovazione industriale, che ha caratterizzato lo sviluppo del polo di eccellenza in Radiodiagnostica dell’Università degli Studi dell’Aquila, ancora oggi riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
Per celebrare questo lungo e prestigioso percorso scientifico e tecnologico si è svolto questa mattina all’Aquila, presso il Centro Congressi “Luigi Zordan”, in Piazza San Basilio 3, l’evento “40 anni di MRI – La risonanza magnetica dalle origini al futuro”, alla presenza di medici, studenti e istituzioni del territorio.
L’iniziativa è stata promossa dall’Università degli studi dell’Aquila e dalla ASL 1 Abruzzo, con il coinvolgimento delle istituzioni locali e sanitarie: Regione Abruzzo, Comune dell’Aquila e Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM). Ha contribuito alla realizzazione dell’evento Esaote, azienda italiana che opera nell’innovazione dell’imaging medicale (ecografia, risonanza magnetica dedicata e IT medicale) .
L’incontro, moderato da Angelo De Nicola, ha visto la partecipazione, oltre che di istituzioni, e ricercatori, di autorevoli esperti del panorama radiologico e neuroradiologico nazionale, che hanno condiviso le loro esperienze e conoscenze con contributi che spaziano dalle radici storiche della scuola radiologica aquilana, allo sviluppo della neuroradiologia, ai sistemi di Risonanza Magnetica a basso e bassissimo campo, fino alle prospettive tecnologiche e all’applicazione dell’intelligenza artificiale in radiologia.
Ad aprire il programma scientifico è stato Ernesto Di Cesare, Professore Ordinario di Radiodiagnostica all’Università degli Studi dell’Aquila e Direttore della U.O.C. di Radiologia dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, che ha presentato il Centro interdipartimentale di Risonanza Magnetica.
“La grande avventura del Polo di Radiolodignostica avviata dall’Università degli Studi dell’Aquila negli anni Ottanta, è per noi una storia consolidata di innovazione condivisa, in cui è stata importante la collaborazione con l’industria – ha dichiarato Ernesto Di Cesare-. Per la nostra istituzione il suo valore più profondo si riflette soprattutto nell’impatto sulle nostre attività accademiche: ha creato un ambiente in cui ricerca, clinica e sviluppo tecnologico si integrano in modo naturale. In questi quarant’anni abbiamo trasmesso ai nostri specializzandi una mentalità precisa: la tecnologia non si limita a essere utilizzata, ma va compresa, sviluppata e adattata ai bisogni clinici. È questo approccio, nato e cresciuto anche grazie a Esaote, che continua oggi a caratterizzare il nostro modo di insegnare. Guardando al futuro, la collaborazione è focalizzata sulle applicazioni di intelligenza artificiale e sull’apertura verso nuove frontiere della diagnostica.”
“Da non dimenticare – conclude Di Cesare – gli importanti risultati scientifici che abbiamo raggiunto, che negli anni sono stati tradotti in numerose pubblicazioni e attività di ricerca, contribuendo a consolidare un’eccellenza riconosciuta nel panorama della radiologia italiana e internazionale.”
Nel proprio saluto, Franco Fontana, CEO di Esaote, ha sottolineato: «L’esperienza del polo aquilano rappresenta per Esaote un percorso straordinario di oltre 40 anni di collaborazione, innovazione e formazione. E di amicizia. Questa storia eccezionale ha radici ancora precedenti alla nascita dell’attuale Esaote, quando, nel 1986, Ansaldo Biomedicale – da dove noi deriviamo – installava insieme ai medici e ricercatori dell’Università degli Studi dell’Aquila la prima risonanza magnetica in Italia. Da allora, lo scambio continuo di competenze e know-how con L’Aquila ha guidato la nostra capacità di innovare, portando all’introduzione della prima Risonanza Magnetica aperta dedicata alle articolazioni nei primi anni ’90 e allo sviluppo di soluzioni all’avanguardia in ecografia e IT medicale. Questa lunga e proficua collaborazione, che tutt’oggi continua e ci permette di introdurre nuove soluzioni all’avanguardia e sostenibili, è un bellissimo esempio del nostro agire e conferma quanto sia strategico lavorare fianco a fianco con partner di eccellenza per sviluppare e migliorare tutte le nostre tecnologie, anticipando le esigenze della medicina e contribuendo a trasformare l’innovazione in valore concreto per i pazienti e i professionisti sanitari, in linea con il nostro impegno quotidiano di Health with Care».



